Fine del Comunismo URSS: riassunto

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Riassunto sulla fine del sistema comunista URSS (1 pagine formato doc)

FINE DEL COMUNISMO URSS: RIASSUNTO

Fine del Comunismo.

Dal 1964 al 1982 l'Unione Sovietica era governata da Leonid Breznev. Nel 1968 formulò la “dottrina Breznev” che proclamava la sovranità limitata delle nazioni del Patto di Varsavia, subordinando le necessita locali agli interessi superiori dell’Urss, che doveva intervenire quando veniva minacciato il regime.
Nel 1979 la politica del Cremlino generò la Guerra in Afghanistan per sostenervi un regime comunista e nel 1980, in Polonia il sindacato cattolico Solidarnosc, guidato dall'operaio Lech Walesa, iniziò uno scontro con le autorità comuniste in cui aveva una parte di rilievo anche la Chiesa.
In campo internazionale Breznev attuò una normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti, firmando due importanti trattati chiamati Salt 1 e Salt 2, aumentando i rapporti con l’Europa occidentale.

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CADUTA DEI REGIMI COMUNISTI EUROPEI

Breznev aveva accentuato sempre di più il proprio potere e quello della sua famiglia, fino a costruire un sistema di corruzione, alla sua morte scoppiò infatti una serie di scandali che colpì i suoi parenti. Nel 1985 divenne segretario del partito Michail Gorbaciov che ereditò una situazione disastrosa, l'esercito sovietico era intrappolato in Afghanistan, in Polonia la situazione era tesissima con il paese pronto a esplodere, l'Urss era sull'orlo del crollo economico e del collasso morale.
Gorbaciov denunciò il ritardo tecnologico, gli sprechi e la corruzione che avevano portato il paese alla rovina. Mancavano inoltre le libertà elementari e la società era dominata dalla tradizionale categoria di privilegiati, la nomenklatura costituita dall'esercito del Partito e dal Kgb.

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CROLLO COMUNISMO SOVIETICO

Le riforme di Gorbaciov si possono dividere in 4 punti:
- All'interno diede alla popolazione tre parole d'ordine, trasparenza (chiarezza dei programmi di governo), ristrutturazione (introduzione della proprietà privata e della libera iniziativa, lotta contro l'alcolismo, la corruzione e i privilegi) e democratizzazione (ripristino delle libertà politiche e civili, abolizione della censura e della polizia segreta, liberazione dei prigionieri dei gulag);
-In politica estere offrì agli Stati Uniti la distruzione dei missili puntati sull'Europa e procedette al ritiro delle truppe -in Afghanistan (completato nel 1989), Gorbaciov diventò il personaggio più popolare di quegli anni ma la popolazione del suo paese non lo seguì;
-Sul piano economico il primo effetto delle riforme fu di provocare il caos, ci fu la frustrazione degli imprenditori privati e il rancore della nomenklatura e intanto si organizzava la mafia russa formata dai criminali usciti dai gulag;
-Infine, sul piano politico, sette repubbliche dell'Unione Sovietica, tra cui Ucraina, Lettonia, Estonia e Lituania votarono la secessione.

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CADUTA DEL COMUNISMO IN RUSSIA

La fine dell'URSS. Nel 1991 un gruppo di dirigenti del Partito tentò di effettuare un colpo di Stato ma Boris Eltsin salvò la situazione con l'aiuto dell'esercito, ma poi destituì Gorbaciov e mise al bando il Partito comunista. L'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche fu sciolta e sostituita da una Comunità economica guidata dalla Russia, la Csi. Elsin governò fino al 1999 senza risolvere i problemi del paese e impegnando l'esercito nella guerra contro la Cecenia, vitale per il controllo del petrolio. Nel 2000 Elsin fu sostituito da Vladimir Putin, proveniente dal Kgb. Intanto la crisi aperta da Gorbaciov determinò la caduta dei regimi comunisti dei paesi satelliti e portò alla costruzione di regimi democratici in Polonia, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia e Romania.