Riassunto sulla Questione di Fiume

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riassunto che spiega i fatti e avvenimenti della questione di Fiume (2 pagine formato doc)

Riassunto sulla Questione di Fiume - LA QUESTIONE DI FIUME
Dopo le paci e la formazione della nuova mappa dell’Europa, si formano le nuove repubbliche: l’Austria è una di queste, così come l’Ungheria, divenuta indipendente come repubblica parlamentare nel 1918.

Dal marzo all’agosto 1918, in Ungheria si instituisce, per volere del fondatore del partito comunista Béla Kun, una repubblica di stampo sovietico. La rivoluzione russa si è ormai sviluppata e sta influenzando i Paesi vicini, che vogliono attuare le medesime modifiche alle istituzioni statali: l’Ungheria è il primo caso. Dopo 133 giorni, questo regime cadrà sotto la spinta dei liberal-democratici, della Romania, dei proprietari terrieri e dei cattolici, guidati dal nuovo presidente della Repubblica, l’ammiraglio Horty.


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Nonostante i valori espressi nei 14 Punti, l’effetto immediato della fine della guerra è un malessere economico, seguito dallo sviluppo di ideologie di estrema destra e di estrema sinistra, che porteranno all’instaurazione dei regimi fascisti e nazista. In Italia, in particolare, si risveglia il desiderio di conquistare le terre irredente: Gabriele D’Annunzio, nell’agosto 1918, aveva festeggiato i 4 anni dallo scoppio della guerra volando su Vienna buttando dei volantini inneggianti alla patria italiana.
Nel Patto di Londra firmato dall’Italia all’entrata in guerra, la città di Fiume (oggi in Croazia) non era menzionata; alle trattative di pace di Parigi, Orlando e Sonnino reclamano i territori stabiliti nel Patto di Londra e avanzano anche delle pretese su Fiume: la situazione della guerra era cambiata dal 1915, poiché si era deciso di creare la Jugoslavia e gli imperi centrali si erano ormai sfaldati.

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A Versailles, gli Italiani chiedono Trentino, Alto-Adige, Trieste e anche Fiume e la Dalmazia: la Dalmazia era compresa nel Patto di Londra, mentre Fiume viene richiesta perché abitata per la maggior parte da Italiani. La Dalmazia, però, era abitata prevalentemente da slavi, quindi viene proposto che l’Italia rinunci alla Dalmazia per prendere solo Fiume; la delegazione italiana abbandona le trattative, senza quindi prendere parte alla spartizione delle colonie tedesche, e la situazione resta irrisolta. I neutralisti, in questo frangente, non prendono posizione, mentre gli interventisti premono per riprendere Fiume e la Dalmazia, parlando di una “vittoria mutilata”, incompleta e non proporzionale agli sforzi compiuti.

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In Italia, dopo la guerra, si è ormai sviluppato il nazionalismo, che risulta trasversale a diverse formazioni politiche. Gli interventisti si raccolgono intorno a D’Annunzio, un personaggio di alta levatura intellettuale che avrebbe fornito anche la forza retorica per sostenere la loro causa. L’11 settembre 1919, D’Annunzio e un gruppo di volontari militanti partono da Ronchi, in Friuli, e si dirige verso Fiume, dove riesce a occupare la città. Viene istituito un governo di reggenza provvisoria.