Restaurazione: riassunto

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La Restaurazione: riassunto dal Congresso di Vienna ai moti del 1830-31 (3 pagine formato doc)

RESTAURAZIONE: RIASSUNTO

La Restaurazione (1815-1831). Dopo la sconfitta di Napoleone, molti paesi desideravano tornare alla situazione politica e sociale precedente ai moti rivoluzionari.

Per questo, dal 3 novembre 1814 al 9 giugno 1815, si tennero a Vienna una serie di riunioni in cui i principi degli Stati europei più potenti discutevano della politica da dover adottare dopo 20 anni di continui cambiamenti. I veri protagonisti furono l’Inghilterra, la Russia, l’Austria e la Prussia, cioè gli stati che si coalizzarono per impedire a Napoleone di divenire il padrone assoluto del continente.
Nonostante la sconfitta della Francia, anch’essa partecipò, infatti un suo importante delegato, Charles-Maurice de Talleyrand, a proporre il principio di legittimità, secondo il quale era necessario ricostruire la situazione politica esistente prime dello scoppi della Rivoluzione francese. In questa maniera, Talleyrand voleva proteggere gli interessi della Francia, infatti essa non subì alcuna significativa mutilazione territoriale e non uscì dal Congresso di Vienna umiliata o schiacciata.

Restaurazione: riassunto breve

IL CONGRESSO DI VIENNA E LA RESTAURAZIONE: RIASSUNTO BREVE

Questo periodo fu denominato età della Restaurazione e, insieme a questo principio, le potenze vincitrici volevano un assetto più stabile e sicuro, dando origine al principio dell’equilibrio, sostenuto soprattutto dall’Inghilterra. Perciò, il congresso si occupò di rafforzare alcuni Stati confinanti con la Francia, per prevenire un’eventuale espansione, per esempio il Belgio fu dominato dall’Olanda. Il principio di equilibrio ebbe sempre il sopravvento sul principio di legittimità quando entravano in contrato fra loro, ne è d’ esempio la sorte della Repubblica di Venezia che, dopo aver perso l’indipendenza nel 1797, con il principio di legittimità avrebbe dovuto riavere la sua indipendenza, mentre invece fu assegnata all’Austria. Inoltre, nell’Europa orientale, la potenza che si rafforzò maggiormente fu la Russia.
L’operato del Congresso di Vienna riuscì a costituire un sistema stabile perché rappresentava le varie esigenze di varie potenze. Infatti, a parte la guerra di Crimea del 1854, non vi furono conflitti che coinvolsero più di due potenze tra il 1815 ed il 1914. Però, alcuni aspetti dell’ordine viennese erano decisamente violenti e oppressivi. All’interno degli Stati europei, eccezione fatta per l’Inghilterra e la Francia, vi era un rigido assolutismo che non ammetteva alcuna critica ai governi e non limitava il potere dei sovrani. Lo zar o il primo ministro austriaco erano convinti che se il potere assoluto del sovrano fosse messo in discussione, andava represso sul nascere. Per questo nel 1815, i sovrani di Austria, Prussia e Russia si unirono nella Santa Alleanza, per impedire ogni tentativo di mutamento all’interno dell’ordine viennese.

Il Congresso di Vienna e la Restaurazione: riassunto breve

LA RESTAURAZIONE IN ITALIA

I sovrani di questo periodo rifiutavano il pensiero di un’unità o indipendenza per varie nazioni. Vi era il problema nell’impero russo, nell’impero austriaco e nell’impero ottomano, dato che in ognuno di questi vasti Stati vi era un elemento che dominava sugli altri, i quali erano sottomessi ed oppressi. A Vienna le diverse regioni erano assegnate ad altre potenze, quindi la libertà nazionale non fu proprio presa in considerazione. Nel 1820-21 nacquero i primi moti rivoluzionari in Italia e Spagna per limitare il potere assoluto. In Italia i moti erano nati grazie a società segrete che facevano uso di simboli e rituali derivati dalla Massoneria; questi membri erano soprattutto nobili che non avevano legami con le popolazioni delle città, per questo motivo, quando l’Austria decise di fermare tutto ciò, essi si trovarono isolati e incapaci di resistere.

La restaurazione in Italia: i problemi politico-economici