La Rivoluzione americana e la lotta per l'indipendenza

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Riassunto e cause della Rivoluzione americana e della lotta per l'indipendenza (2 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE AMERICANA

La Rivoluzione americana.

L'Inghilterra sfruttava a proprio vantaggio le ricchezze del continente americano: obbligava le colonie a commerciare solo con la madrepatria e imponeva tasse contro le quali i coloni non potevano esprimere il loro dissenso. La situazione incominciò a farsi insostenibile man mano che le attività economiche nelle colonie si svilupparono. I coloni sopportavano sempre meno gli obblighi a cui erano sottoposti, anche perché si sentivano parte del mondo britannico e aspiravano a un maggiore riconoscimento della propria libertà. I coloni, insomma, volevano essere trattati come gli Inglesi in Inghilterra e aspiravano ad avere proprie rappresentanze politiche che tutelassero i loro interessi.
Iniziarono cosi i primi contrasti fra la classe dirigente coloniale e la madrepatria.

Rivoluzione americana: riassunto e cause

RIVOLUZIONE AMERICANA: RIASSUNTO

Contro l'atteggiamento assunto dal governo britannico sorsero diverse organizzazioni, si diffusero libelli propagandistici e proclami.
La situazione precipitò alla fine della guerra dei Sette anni (1763). Il governo inglese che aveva affrontato costi enormi per sostenere il conflitto, per risanare le finanze impose alle colonie prima una tassa sullo zucchero (Sugar Act, 1764) e in seguito l'applicazione di una marca da bollo sui giornali, i libri, gli atti pubblici (Stamp Act, 1765). Proprio per garantire l'applicazione di queste nuove leggi, dal 1770 Londra aveva inviato a Boston due reggimenti che avevano provocato nella popolazione un forte risentimento antibritannico: la presenza di soldati inglesi in tempo di pace era stata interpretata come una minaccia alla libertà delle colonie.

Rivoluzione americana: cause

RIVOLUZIONE AMERICANA: CAUSE

Per protesta il 5 marzo 1770 un gruppo di cittadini provocò i soldati inglesi con un lancio di sassi: scoppiò una rissa e furono sparati alcuni colpi che causarono la morte di cinque uomini. La contrapposizione era ormai evidente e la propaganda patriottica colse l'occasione per sfruttare questo episodio presentandolo come un massacro di sangue e la prova della tirannia britannica. Anche in seguito furono organizzate altre manifestazioni di protesta e il boicottaggio delle merci provenienti dalla madrepatria, cercando di sospenderne l'acquisto. Al governo inglese i coloni chiedevano di ritirare i provvedimenti sostenendo che il Parlamento inglese nel quale non c'erano rappresentanti dei coloni, non aveva il diritto di imporre loro tasse. «no taxation without representation».
Negli anni successivi i contrasti con gli Inglesi si fecero sempre più frequenti e i coloni affermarono le proprie posizioni anche attraverso associazioni politiche e periodici.
Nel 1773 il governo britannico decise di affidare alla Compagnia delle Indie il monopolio della vendita del tè nelle colonie (Tea Act). Questo provvedimento, che colpiva gli interessi dei mercanti americani, fece esplodere la tensione. A Boston alcuni coloni travestiti da indiani presero d'assalto tre navi inglesi e buttarono in mare il carico di tè. Londra rispose con la linea dura: fece chiudere il porto di Boston e mise sotto controllo tutta l'attività politica nelle colonie. Il 5 settembre 1774 si tenne a Filadelfia il primo Congresso continentale in cui i rappresentanti delle colonie stabilirono di proseguire la ro lotta per l'autonomia con il boicottaggio, ma sperando ancora nella giustizia della Corona inglese. I tentativi di conciliazione non valsero a nulla, la repressione inglese aumentò e ci furono i primi scontri armati fra coloni ed esercito britannico.

Rivoluzione americana: schema

RIVOLUZIONE AMERICANA: SCHEMA

Il secondo Congresso continentale, tenutosi l'anno dopo, decise di formare un esercito autonomo e di procedere alla resistenza armata. A capo dell'esercito fu posto George Washington (1732-1799), un ricco possidente della Virginia.
Il 4 luglio 1776 il Congresso votò la Dichiarazione d'indipendenza, il documento che si può considerare il vero atto di nascita degli Stati Uniti: ecco perché il 4 luglio gli USA celebrano la loro festa nazionale. Il documento fu elaborato da una commissione di cui facevano parte, tra gli altri Benjamin Franklin (1706-1790) e Thomas Jefferson (1743-1826).

Rivoluzione americana e nascita degli Stati Uniti d'America: cronologia, battaglie e protagonisti