Dalla Rivoluzione francese a Napoleone Bonaparte: riassunto

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La Rivoluzione francese e Napoleone Bonaparte: riassunto (6 pagine formato docx)

DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE A NAPOLEONE BONAPARTE: RIASSUNTO

Rivoluzione Francese.

Francia dell'Antico Regime. Le cause dello scoppio della guerra francese sono da attribuire maggiormente alla struttura sociale che si era venuta a creare fortemente legata alla divisione per ordini e ai privilegi feudali che valorizzavano poco la borghesia, mentre la nobiltà di sangue, anche se un poco svuotata di poteri come ad esempio l’estromissione dagli incarichi di corte, manteneva intatti gli antichi privilegi, infatti godeva ancora della vita di corte ed era esentata dalle imposte. Inoltre essa non voleva modificare il proprio status economico fondato sulla gestione antiquata della proprietà fondiaria.
Era danneggiato anche il monopolio aristocratico degli alti comandi militari, che ormai era controllato dal sovrano stesso.
Inoltre in questo periodo la nobiltà non era uniforme, ma era divisa in nobili di corte (ampi privilegi), piccola nobiltà (non aveva gli stessi privilegi e faceva una vita precaria) e nobiltà di toga (funzioni amministrative).

Rivoluzione Francese e Napoleone: riassunto

RIVOLUZIONE FRANCESE E NAPOLEONE BONAPARTE: RIASSUNTO

Il secondo ordine privilegiato della società francese era il clero, che esercitava un forte potere economico. Aveva sia gli antichi privilegi economici che l’ampia autonomia giuridica e amministrativa. Ad esso spettava anche il monopolio dell’istruzione e della cultura. I rapporti tra clero e nobiltà erano molti stretti perché costituivano i 2 sbocchi professionali per i maschi cadetti delle famiglie nobili.
Sempre più rilevante stava diventando la classe borghese, basata su un economia agricola (poiché la Francia per l’85% era un paese dedito all’agricoltura) ed estranea alle suggestioni costituzionaliste.
Infine il Terzo stato era diventato un entità composita, caratterizzato dal proletariato urbano dei contadini e della borghesia. Cosi il termine popolo stava via via perdendo significato.
Non andava sottovalutato anche il ruolo degli intellettuali nel processo rivoluzionario, per esempio citiamo Sieyès con la sua opera “Che cos’è il Terzo Stato?” dove si descrive il modella di una società dinamica sena l’ordine feudale.
Con la Guerra dei Sette anni si aggravò ancor di più il deficit di bilancio che costrinse la corona a dare nuovi debiti e a firmare un trattato di libero scambio con l’Inghilterra; questi 2 paesi quindi restavano legati ad una concezione mercantilistica del rapporto tra Stato e imprese.

Dalla Rivoluzione francese a Napoleone: riassunto breve

NAPOLEONE BONAPARTE: RIASSUNTO BREVE

Impotenza dei sovrani. Il sistema fiscale francese comprendeva molti difetti tra cui le esenzioni nobiliari e clericali e soprattutto le imposte indirette che colpivano i generi di prima necessità, che venivano a pesare sul popolo.
Gli Stati generali. Furono convocati il 5 Maggio del 1789 da Luigi XVI. Il Terzo Stato portava con se i cosiddetti “Cahier de dolèance”, cioè le raccolte di lagnanze e richieste con l’esigenza di apportare modifiche radicali al sistema vigente come l’abolizione del sistema feudale, l’eguaglianza fiscale e la concessione dei diritti civili e la tutela delle libertà. Fu anche esposta la complessa questione del deficit dal ministro Necker, ma passò senza esito, e non venne risolto neanche il problema del voto o a testa o per ordine. Così in seguito a questi e a successivi disguidi le riunioni si tennero per ordini separati.

Rivoluzione francese e Napoleone Bonaparte: riassunto

NAPOLEONE BONAPARTE: RIASSUNTO STORIA

La nobiltà temeva le proposte di Necker e soprattutto la tassazione dei redditi, mentre la borghesia, che era a capo del Terzo stato, rivendi vaca i diritti di esso. Su proposta di Sieyès, il Terzo stato si proclamò Assemblea Nazionale e arrivò a coinvolgere anche una piccola parte del basso clero, mentre l’alto clero insieme alla nobiltà restavano contrari. Il 20 Giugno l’assemblea si trasferì alla Sala della Pallacorda e giurò di non abbandonarla fino a quanto la Francia non avesse avuto una Costituzione. Il re quindi si trovava davanti ad una situazione imprevista: se da un lato poteva contare sulla fedeltà dei ceti privilegiati, dall’altro doveva affrontare la protesta borghese avente scopi antiassolutistici e costituzionali. Di fronte alla paura di far precipitare il paese in una guerra civile, Luigi XVI fu costretto ad accettare la situazione e a dichiarare il 9 Luglio l’Assemblea Costituzione.