Rivoluzione inglese e Giacomo I

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Riassunto della situazione inglese del XVII secolo: la prima rivoluzione inglese (2 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE INGLESE E GIACOMO I

La Rivoluzione Inglese.

Nel XVII secolo in Francia e Spagna regna il potere assoluto e la società appare divisa in classi:
-Corona
-Clero (alto e basso)
-Nobiltà
-Borghesia
-Contadini.
L’Inghilterra invece ha un aspetto diverso: la sua società è tendenzialmente urbana, crescono le città, nascono porti e mercati, si sviluppa l’industria tessile, metallurgica, estrattiva, minerale e cantieristica.
In campo governativo la sovranità del re è limitata da certi fattori: il re non può interferire con la proprietà privata del singolo cittadino e non può imporre tasse se non con l’approvazione del Parlamento.
Nei primi decenni del ‘600 il paese è scosso da cambiamenti finanziari. I valori legati alla discussione, alla pluralità dei punti di vista, al confronto, al rispetto delle diversità culturali e religiose divengono i fondamenti di un nuovo stato votato alla pluralità dei poteri e alla rappresentanza di più ceti e classi.

RIVOLUZIONE INGLESE, RIASSUNTO: LA SOCIETA' INGLESE

I signori sono di fatto quelli che non lavorano con le proprie mani, in particolare la gentri maggiore e qualche ricco proprietario terriero.

Questo gruppo si basa non solo dai possedimenti ma tiene conto anche del tenore di vita e degli atteggiamenti degli appartenenti, in sostanza era tutta una cosa di classe. I Signori più ricchi e potenti detenevano il governo delle contee e le cariche di sceriffo, luogotenente, ufficiale superiore della milizia, giudice di pace e membro del parlamento.
Il popolo è costituito dalla massa di lavoratori in proprio ma economicamente autosufficienti. Di questo ceto fanno parte la gentry minore, i piccoli mercanti e piccoli proprietari terrieri. Questi posso ricoprire tra le cariche pubbliche quelle di ufficiale della polizia delle frazioni amministrative delle contee o di giurato nelle sessioni trimestrali dei tribunali.
I poveri sono la massa di manovali, contadini e operai che di fatto dipendono da un salario. Hanno ben pochi possedimenti, in molti casi anche nessuno e vivono in condizioni al limite della miseria.

Rivoluzione inglese: ricerca

RIVOLUZIONE INGLESE, RIASSUNTO: REGNO DI GIACOMO I

Elisabetta I muore nel 1603 senza lasciare eredi e quindi al trono sale Giacomo VI , re si Scozia, figlio di Maria Stuart, il quale prenderà poi il nome di Giacomo I. si trovano così sotto lo stesso potere tre nazioni: Inghilterra, Scozia, e Irlanda. Nasce il Regno Unito.
L’Inghilterra, è anglicana, strettamente legata alla corona ed è caratterizzata da un’economia dinamica, fortemente sostenuta da una classe imprenditoriale. Il tenore di vita è alto e fiorisce l’arte e le lettere. La Scozia aderisce al puritanesimo, ha un’economia arretrata legata alla pastorizia.
L’Irlanda è rigidamente cattolica, un’economia povera basata sull’allevamento e sulla coltivazione di patate.

RIVOLUZIONE INGLESE, SINTESI

Tra il 1603 e il 1620 Giacomo primo va realizzando il suo progetto di potere assoluto:
- si schiera con la religione anglicana, acquistando il favore di chi non vedeva di buon occhio l’ascesa di un re Scozzese di madre cattolica e quindi va cercando l’appoggio per l’esautorazione del parlamento
- i cattolici reagiscono nel 1605 con la “congiura dei poveri”: questi progettano di minare Wstminster, sede del parlamento, per uccidere il re in visita. La trama viene scoperta e provoca uno sdegno della popolazione che attua misure severe contro i papisti.
- reprime i puritani che nel 1620 lasciano l’Inghilterra trasferendosi negli Stati Uniti e fondando la colonia del Massachusetts
- grazie ad espedienti poco onesti tenta di impadronirsi di ingenti somme di denaro per dotarsi di una cospicua base finanziaria e quindi libera di ignorare i condizionamenti del parlamento
-in politica estera tenta il riavvicinamento con la Spagna