Seconda guerra mondiale in Italia e in Germania

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Riassunto di storia sul periodo della seconda guerra mondiale in Italia e in Germania, la nascita del fascismo e del nazismo. Gli oppositori del Fascismo, Nazismo e antisemitismo, le conferenze di Teheran, Jalta e Potsdam, il processo di Norimberga, l'ONU e il piano Marshall (13 pagine formato doc)

2 GUERRA MONDIALE ITALIA

Seconda guerra mondiale Italia. La genesi del fascismo. Il Partito socialista e il Partito popolare raccolgono intorno a sé le grandi masse del paese, ma anche altri gruppi sociali vanno organizzandosi.

Alla fine del 1918 sorge il movimento dei “combattenti”, che rivendica il valore degli ideali della guerra, esprimendo confuse esigenze di una nuova giustizia sociale. I combattenti raccolgono piccoli borghesi e si conquistano posizioni notevoli nel mezzogiorno, si pongono come obiettivo la convocazione di una Costituente.
Nella crisi sociale e politica si inserisce l’azione dell’ex dirigente socialista Mussolini, che nel marzo 1919 fonda a Milano i “fasci di combattimento”. È entrato negli alti vertici del partito socialista, ottenendo la direzione del quotidiano “Avanti!”. Durante la “Settimana Rossa”, nel 1914, ha assunto posizioni di sostegno delle azioni insurrezionali. Allo scoppio della guerra, prima si è schierato su posizioni neutraliste, poi si è spostato a favore dell’intervento. Nel novembre 1914 fonda il quotidiano “il popolo d’Italia”. Il 24 novembre i socialisti lo hanno espulso dal partito per indegnità e tradimento.

Seconda guerra mondiale in Italia: riassunto

SECONDA GUERRA MONDIALE ITALIA RIASSUNTO

Sul suo quotidiano, Mussolini si è fatto sostenitore della tesi che l’Italia dovesse intervenire a fianco delle potenze dell’Intesa e che la guerra avrebbe creato le condizioni favorevoli per la rivoluzione sociale. Il partito fascista nacque ufficialmente a Milano il 23 marzo 1919, quando Mussolini da vita ai “Fasci di combattimento”. Principi fondamentali:
• Difesa della guerra e dell’intervento;
• Messa sotto accusa della classe dirigente liberale;
• Richiesta di mutamenti sociali e politici.
Il programma appare poco coerente, ma bene esprime le contraddizioni di certi strati piccolo-borghesi, la loro posizione intermedia tra le grandi classi, la volontà di fare, con rivendicazioni democratiche, mostrando la propria avversione ai proletari. I fascisti individuano nei combattenti la propria base naturale. Quasi subito Mussolini e i fascisti mettono in piena luce quale sia l’obiettivo principale delle loro azioni. Il 15 aprile 1919, durante uno sciopero generale, una colonia fascista insedia la sede dell’”Avanti!”. Mussolini assume subito tutta la responsabilità dell’impresa.

Fine della Seconda guerra mondiale: riassunto

L'ITALIA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE SCHEMA

L’occupazione delle fabbriche. Movimento operaio e controffensiva fascista
Nel settembre 1919 si costituisce alla Fiat il primo Consiglio di fabbrica, di orientamento “sovietico”. Nel marzo 1920 gli industriali decidono di creare alla Confederazione generale dell’industria, per concordare una strategia comune di fronte alle lotte operaie. Tra giugno e agosto 1920 il sindacato dei lavoratori metallurgici, FIOM, chiede aumenti salariali, ma è rifiutato. Il 30 agosto, la FIOM decide l’occupazione delle fabbriche; dilaga un movimento di dimensioni colossali. I dirigenti dei sindacati si dichiarano contrari alla rivoluzione, così la protesta si esaurisce. Giolitti promuove un accordo sulla base di un progetto di “controllo operaio” delle aziende, progetto che non sarà mai attuato. L’occupazione delle fabbriche ha inasprito la situazione politica generale del paese. La grande industria inizia a considerare i fascisti come un utile strumento da contrapporre al movimento operaio e a finanziarli in modo consistente. Ma è nelle campagne che il fascismo si è sviluppato e ha preso quota. Nato in città, esso dilaga nel mondo agrario, mantenendo le sue caratteristiche originarie:
- Esasperazione nazionalista;
- Odio antisocialista;
- Aspirazione ad un governo antiparlamentare;
- Esaltazione della violenza come metodo di lotta politica;
- Boria di classe;
- Disprezzo per le masse.

Seconda guerra mondiale: cronologia

FINE SECONDA GUERRA MONDIALE ITALIA

Nella campagne operano i RAS fascisti che aggrediscono con le loro squadre socialisti e sindacalisti e commettono ogni sorta di violenza. I proprietari agrari non lesinano sui finanziamenti; nuovi sindacati fascisti impongono con la forza contratti favorevoli agli agrari. È un po’ in tutta l’Italia centro-settentrionale che le “squadre d’azione” fasciste prendono d’assalto le sedi dei sindacati e del Partito socialista. Esse sono formate prevalentemente da giovani borghesi, piccolo-borghesi e sotto-proletari. Il 1921 è l’anno che segna una svolta decisiva nella crisi dello stato liberale perché emerge che questa crisi avrebbe avuto uno sbocco dichiaratamente autoritario. Nel gennaio matura la scissione dell’ala di estrema sinistra; nasce il Partito Comunista d’Italia. L’ipotesi che lo guida è: la rivoluzione italiana è ormai matura, se essa non avviene è perché la direzione del partito è inadeguata. Mussolini si è reso esattamente conto che il movimento operaio va indebolendosi. La crisi dei primi mesi si abbatte su una classe operaia stanca, il numero degli scioperi diminuisce drasticamente. Giolitti è sempre più sgradito agli industriali, che invece guardano con simpatia a Mussolini. Ora, anche i settori dell’industria finanziano il fascismo. Giolitti fa sciogliere le Camere e indice nuove elezioni, nel maggio 1921. I primi mesi del 1921 offrono un panorama devastante e desolante della violenza fascista. Sono mesi “barbarici”, durante i quali centinaia di persone vengono uccise.