Seconda rivoluzione industriale: riassunto

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La Seconda rivoluzione industriale è il processo che avvenne tra il congresso di Parigi e quello di Berlino, fino ad arrivare alla Grande depressione di fine ottocento. Riassunto della Seconda rivoluzione industriale e le invenzioni più importanti del periodo (8 pagine formato doc)

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE RIASSUNTO

La Seconda Rivoluzione Industriale. Incremento tecnologico e taylorismo.

La seconda metà dell’800 fu caratterizzata da un notevole incremento tecnologico riguardante la ricerca scientifica , innovazione tecnologica e industria. Comincia così una seconda rivoluzione industriale, che vedeva la nascita del primo telefono (inventato da Meucci ma costruito da Bell), il grammofono e la lampadina (Edison), il telegrafo sena fili (Guglielmo Marconi) e della cinematografica (fratelli Lumière).
Le città pi prestigiose e importanti erano già illuminate dalla corrente elettrica, mentre seguirono le scoperte chimiche che portarono alla dinamite, all’aspirina e al DDT (insetticida)

Tutto su Guglielmo Marconi

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE INVENZIONI

Dopo la creazione del primo pneumatico, gli Stati Uniti cominciarono l’estrazione di petrolio dal sottosuolo. L’ultima grande invenzione di questo secolo fu il motore a scoppio, seguito da quello Diesel applicato nelle navi.
Ma la rivoluzione industriale portò anche modifiche nel metodo di produzione, con l’introduzione del taylorismo: questa teoria era basata su una suddivisione del lavoro degli operai in base ad una organizzazione scientifica, calcolando il tempo standard dei singoli gesti degli operai.

L’operaio si vedeva assegnata una sola mansione,che era tenuto a svolgere esclusivamente e ripetutamente per tutta la giornata. Le teorie di Taylor ottennero ampio successo, ma anche pesanti conseguenze sugli operai sia sul piano psicologico (lavoro monotono) che sociale (essendo il movimento ridotto all’estremo, non bisognava avere una qualche grossa qualifica per compierlo).

Seconda rivoluzione industriale, riassunto: storia e invenzioni

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE STORIA

La grande Depressione. Ma questo clima di ottimismo fu interrotto nel 1873 quando l’Europa fu colpita da una grave crisi economica definita la grande depressione. In Germania si verificò una congiuntura (andamento economico del paese) negativa, legata alla vittoria sulla Francia, poiché aveva subito pagato alla Germania i danni di guerra, e la Germania non aveva tardo a rimettere il flusso di denaro in circolazione, provocando un forte rialzo dei titoli azionari.
Ma il carattere generale della depressione del continente europeo risale soprattutto alla crisi del settore agricolo, penalizzato fortemente dalla concorrenza del sistema agricolo americano, industrializzato e meno caro di quello europeo.
La depressione colpisce anche i pensieri politici, primo tra tutto quello liberista, il quale aveva sempre confidato nell’autoregolamentazione del mercato, rifiutando ogni intervento politico esterno. Tutti i paesi, dunque, cominciarono ad adottare misure correttive in senso protezionistico, alzando le barriere doganali, e tendendo a creare delle forti concentrazioni capitalistiche, tese ad abbattere la concorrenza per assumere posizioni di monopolio.
Nascono le holding, le grandi società che avevano il controllo azionario di molte imprese, e negli Stati Uniti in particolare, i trust, che concentravano nelle loro mani interi settori produttivi. A questi si aggiunsero varie strategie di marcato come quelle dei cartelli (accordi tra produttori per uniformare i costi) e del dumping (vendita sottocosto dei prodotti per eliminare la concorrenza e impadronirsi poi del mercato). In questo clima si rafforzava la stretta integrazione tra sistema bancario e sistema industriale.

Seconda Rivoluzione Industriale: tesina

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE IN ITALIA

Crescita demografica ed emigrazione. Dal 1870 il mondo intero fu caratterizzato da una forte crescita demografica, che però era maggiormente concentrata nelle zone agricole, ma in minor parte in quelle industrializzate. Questa crescita demografica era anche dovuta al miglioramento delle condizioni di vita, igieniche, sanitarie, e alla riduzione del tasso di mortalità. Nelle zone industrializzate c’era invece una riduzione del tasso di natalità, dovuta all’impiego delle donne in fabbrica e alla poca scolarizzazione disponibile. In poche parole la classica famiglia contadina cominciava a trasformarsi in una famiglia di stile operaio, restringendo il nucleo famigliare ormai fermo a genitori e figli.