Riassunto sulla società borghese e il movimento operaio

La società borghese e il movimento operaio nella seconda metà del XIX secolo: riassunto (7 pagine formato doc)

Appunto di lalele88

SOCIETA' BORGHESE E MOVIMENTO OPERAIO

Società borghese e movimento operaio.

La borghesia europea. Processo si mutamento della società con come protagonisti i ceti borghesi e coinvolgeva anche le classi proletarie.
Ascesa della borghesia. Nel 1848 la borghesia crebbe e si affermò.
Nonostante fosse ancora condizionata dalla persistenza delle vecchie gerarchie sociali e pesantemente sacrificata nella distribuzione del potere, la borghesia riuscì a presentarsi come portatrice e depositaria degli elementi di novità e trasformazione, a imporre un po’ ovunque la sua influenza e le sue idee-guida, come il merito individuale, libera iniziativa, concorrenza e innovazione tecnica.
Ceti e gruppi borghesi
-    Artigiani e contadini-piccoli proprietari: la loro condizione tendeva a confondersi con quella delle classi proletari.
-    Grandi magnati dell’industria e della finanza: assumevano i comportamenti esteriori tipici dell’aristocrazia e si mescolarono con essa.
Tra questi c’erano gruppi e categorie sociali definibili come borghesi:
-    Ceti emergenti: fortunati grazie allo sviluppo dell’industria e mezzi di trasporto. Erano i dirigenti d’azienda, i banchieri e i grossi commercianti;
-    Borghesia tradizionale: traeva i proventi dalla terra, esercitava le professioni (avvocati, medici, ingegneri) e che occupava i gradi medio-alti della burocrazia statale;
-    Ceto medio o piccola borghesia: impiegati e insegnanti, piccoli commercianti e piccoli professionisti.

BORGHESIA E CLASSE OPERAIA

Lo stile borghese. La borghesia europea esprimeva una propria cultura e un proprio stile di vita. Lo stile di vita borghese è ravvisabile nelle manifestazioni esteriori, come l’abbigliamento, l’arredamento dove i requisiti tipici erano la solidità e la funzionalità e l’abbondanza degli addobbi, dei quadri e dei soprammobili all’interno, l’attenzione al particolare e l’esigenza di tradurre il successo e la ricchezza in simboli visibili.
I valori tradizionali
I valori restavano quelli tradizionali: austerità, moderazione, propensione al risparmio, capacità di reprimere gli istinti. Erano le virtù capitali per il borghese-tipo, che gli permettevano di legittimare moralmente la propria posizione nella società. Ciò si rifletteva nella struttura della famiglia basata sull’autorità del capofamiglia e sulla subordinazione della donna.
La povertà come peccato
Solo certe doti morali potevano garantire il mantenimento o il miglioramento delle posizioni acquisite. Di conseguenza ne discendeva il luogo comune secondo il cui chi occupava i gradini inferiori della scala sociale era colui che di quelle doti era sprovvisto. La povertà era un peccato. I poveri rimanevano poveri perché non conoscevano l’arte del risparmio e non erano in grado di dominare i bassi istinti. Chiunque possedesse accortezza, moderazione e capacità di sacrificio poteva raggiungere i traguardi più ambiziosi, in termini di ricchezza e rispettabilità.

Tesina sul movimento operaio

LE CONDIZIONI DEL PROLETARIATO EUROPEO NELLA PRIMA META' DEL SECOLO XIX

Lo sviluppo economico e la rivoluzione dei trasporti e dei mezzi di comunicazione. Dalla fine degli anni ’40 l’economia europea ha conosciuto una fase di forte sviluppo che interessò soprattutto l’industria nei settori siderurgico e meccanico. Si generalizzò l’impiego delle macchine a vapore e del combustibile minerale. I fattori principali del boom degli anni ’50-’60 furono l’affermarsi del libero scambio, la disponibilità di materie prime, la diminuzione dei tassi di interesse e l’espansione del credito a favore degli impieghi industriali, lo sviluppo di nuovi mezzi di trasporto (navi a vapore e ferrovie) e di comunicazione (telegrafo). Lo sviluppo di nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione mutò la vita dell’epoca e l’immagine che la gente aveva del mondo così da sembrare più unito.