Società di massa e Regimi Totalitari: riassunto

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Struttura generale dei totalitarismi e caratteristiche del Totalitarismo secondo Hannah Arendt (7 pagine formato doc)

SOCIETA' DI MASSA E REGIMI TOTALITARI: RIASSUNTO

Società di massa e regimi totalitari secondo Hannah Arendt.

Società di massa. Espressione utilizzata a partire dai primi decenni del XX secolo nel linguaggio sociologico e giornalistico per definire il particolare tipo di organizzazione sociale nata in seguito allo sviluppo del capitalismo, caratterizzata dall’esteso coinvolgimento della popolazione nella produzione (che passa dalla dimensione artigianale a quella industriale di serie), distribuzione e consumo (a sua volta di massa) dei beni, nonché nelle attività politiche e culturali. Importanti aspetti della società di massa sono inoltre l’urbanizzazione, la forte esposizione della popolazione ai mezzi di comunicazione di massa, la diminuzione del peso di istituzioni, quale ad esempio quella familiare, nel processo di socializzazione.
Le interpretazioni che gli studiosi hanno dato del fenomeno della società di massa sono divergenti. Da una parte si colloca chi, come gli studiosi della scuola di Francoforte, ne ha sottolineato il carattere alienante e totalitarista (per l’elevata possibilità di controllo e manipolazione ideologica delle masse da parte delle élite). Dall'altra chi ritiene che in una società di massa non avvenga affatto una riduzione delle relazioni interpersonali, ma al contrario un loro sviluppo.

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I REGIMI TOTALITARI DEL 900

Definizione di società di massa. Nelle scienze sociali, il concetto di massa va tenuto ben distinto da tutte le forme di articolazione sociale: società, classe, ceto, gruppo. La massa infatti non presenta legami significativi tra i suoi membri, né viene individuata sulla base di caratteristiche tipiche (ad esempio età, professione ecc.), ma è per definizione amorfa e anonima e si caratterizza per la grande quantità di individui che include all'interno di se e per il fatto di essere tendenzialmente passiva, senza una volontà autonoma e facilmente influenzabile dall'esterno. L'uso sociologico del termine è stato introdotto nel il XIX secolo per indicare due fenomeni indotti dallo sviluppo industriale e dalla divisione del lavoro: da un lato la crescita delle classi medie e il ruolo sempre più influente che esse andavano assumendo nella società (anche economicamente parlando); dall'altro lato l'organizzarsi del proletariato in un movimento finalizzato al raggiungimento di obiettivi politici definiti.

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Per indicare il genere di società scaturito da questi due ben distinti sviluppi si diffuse, all'inizio del XX secolo, l'espressione "società di massa". Per i teorici della società di massa, tuttavia, nel concetto di massa non è inclusa solo l'idea di una moltitudine indifferenziata, ma anche una serie di caratteristiche negative che sembrano appartenere sempre alla massa in quanto tale: apatia politica, indifferenza verso gli avvenimenti, accettazione supina dei messaggi dei mezzi di comunicazione di massa, omologazione dei comportamenti individuali. Il concetto di massificazione indica appunto il processo tramite cui un individuo viene indotto ad assumere atteggiamenti di questo tipo.