Terza prova di storia

Appunto inviato da francescochiocci
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Brevi riassunti di storia adatti alla terza prova di maturità: dall'intervantismo-neutralismo fino al terrorismo in Italia (5 pagine formato )

Neutralismo – Interventismo Italiano
L’Italia faceva parte della Triplice Alleanza con Germania e Austria – Ungheria, ma si considerò libera di non intervenire per i seguenti motivi: gli alleati non consultarono l’Italia nell’ultimatum alla Serbia, il trattato aveva un carattere puramente difensivo e i paesi irredentisti come Trentino e Friuli si lamentavano dell’oppressione austriaca.


TEMA SVOLTO SUL CONTRASTO TRA INTERVENTISTI E NEUTRALISTI (Clicca qui >>)

L’Italia era divisa tra neutralisti e interventisti: i primi, tra cui Giolitti e il clero,  vedevano la guerra come una sciagura e non volevano sfidare la cattolica Austria. Il resto della nazione era sempre più propensa al conflitto: il partito socialista riteneva che la guerra avrebbe scardinato l’ordine capitalista e aperto alla rivoluzione socialista.
Anche la destra liberale, guidata da Salandra e Sonnino, riteneva che la guerra avrebbe accentuato il carattere autoritario dello stato e soffocato le tensioni sociali.

GLI EVENTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE (Clicca qui >>)

Avvento del fascismo
L’Italia si trova in una condizione di smarrimento dovuta alla crisi delle industrie belliche nel 1921 che aumentano il tasso di disoccupazione. Questo favorisce la nascita e l’affermazione del fascismo, guidato da Benito Mussolini, che combatteva i deboli governi socialisti attraverso il suo giornale “Il popolo d’Italia” e soprattutto con le violenze dei Fasci di combattimento, spedizioni punitive fatte contro forze politiche e sindacali avverse.

AVVENTO, AFFERMAZIONE E CADUTA DEL FASCISMO (Clicca qui >>)

Il partito socialista, sottovalutando la gravità della situazione, non sollecitò la popolazione a ribellarsi contro le violenze fasciste e si indebolì sempre di più quando si divise. Il fascismo si trasforma nel 1921 in partito e tentò la conquista del potere con la marcia su Roma il 28 Ottobre 1922. Il ministero presentò al Re un decreto per respingere con l’esercito lo stato d’assedio ma egli rifiutò e affidò a Mussolini l’incarico di formare un nuovo governo.