Dall'Unità d'Italia all'età giolittiana: riassunto

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Dall'Unità d'Italia all'età giolittiana: riassunto sulla destra e sinistra, sulla crisi di fine secolo, su Bismarck e sull'unificazione tedesca (3 pagine formato pdf)

UNITA' D'ITALIA: RIASSUNTO

Unità d'Italia.

Dopo la parziale unificazione, ricordiamo che l'intento di Cavour era quello di annettere il Veneto e la Toscana, ma si ritrova invece con un territorio più ampio da dover gestire (visto che Garibaldini cede a Vittorio Emanuele II il regno di Napoli) in febbraio 1861 si riunisce per la prima volta il Parlamento (anche se viene considerato l'ottavo governo) i problemi che si trova ad affrontare sono principalmente 3:
Dare un unica struttura amministrativa
Il pareggio di bilancio
Terminare l'unificazione
- Le amministrazioni confluite nel regno sono 7, si decide di mantenere quella Sabauda principalmente perchè inanzitutto il Re e il Parlamento erano piemontesi e l'amministrazione era già assestata, c'era quindi il timore che l'unificazione potesse sfasciarsi.
Questi produce: un unica moneta (la lira), le provincie controllano l'operato dei comuni a cui capo ci sono i sindaci (a carica elettiva) affiancati dai segretari comunali (su diretta emanazione del governo) con l'aggiunta delle caserme dei carabinieri si poteva ottenere un controllo capillare sul territorio. Cosa che tornò anche utile per il problema del brigantaggio nel meridione.
- Per pareggiare il bilancio occorreva molto denaro, anche le spese sostenute per la guerra dovevano rientrare, si decise allora di operare tagli alla spesa pubblica e di aumentare le tasse, soprattutto quelle che andavano a colpire la fascia maggiore della popolazione, come la tassa sul macinato (un'imposta sulla macinazione del grano e dei cereali), ma anche grazie alle tasse catastali diventate possibili grazie alla creazione in Italia dei catasti, che il pareggio si raggiunse poi nel 1876.

Il completamento dell'Unità d'Italia: riassunto

IL RISORGIMENTO E L'UNITA' D'ITALIA: RIASSUNTO

- Rimaneva il problema della totale unificazione, fuori erano rimaste il Veneto e lo Stato Vaticano, il Papa Pio IX sentendosi minacciato dalla formazione del Regno d'Italia scomunica Vittorio Emanuele e chiede la protezione francese concessa da Napoleone III, gli obiettivi sullo Stato Pontificio vengono per il momento accantonati e viene appoggiata, solo ufficiosamente, l'invasione del Veneto da parte del partito d'azione e Garibaldi, ma su pressione francese l'esercito sabaudo disperse le truppe garibaldine a Sarnico il 15 maggio del 62, Garibaldi allora punta su Roma passando per la Sicilia ma di nuovo su pressione francese l'esercito sabaudo lo blocca sull'Aspromonte il 29 Agosto, Garibaldi fu ferito, catturato e poi amnistiato.

Italia post-unitaria: destra e sinistra storica

L'UNITA' D'ITALIA STORIA

Napoleone III chiede come gesto di buona volontà, che la capitale sia spostata da Torino a Firenze, questo provoca una rivolta a Torino con molti morti e feriti.

La possibilità di ottenere il Veneto ci viene offerta da Bismarck primo ministro della Prussia che puntava all'unificazione della Germania a scapito dell'Austria; si forma così l'alleanza anti-austriaca e nel 66 scoppia la guerra, tanti furono i successi della prussia quanto tanto furono sonore le sconfitte dell'Italia, ma la guerra volse a loro favore e il Veneto fu ceduto all'Italia.