Il concetto di Dio dopo Auschwitz: trama e spiegazione

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Spiegazione e trama del libro "Il concetto di Dio dopo Auschwitz: una voce ebraica" di Hans Jonas (4 pagine formato doc)

IL CONCETTO DI DIO DOPO AUSCHWITZ: TRAMA

Il concetto di Dio dopo Auschwitz. E’ un frammento di teologia speculativa: chi accetta il fallimento del dominio del sapere filosofico, rinuncia allo scopo di conoscere razionalmente Dio, ma deve comunque riflettere e meditare poiché le cose in questione rivendicano pur sempre un senso e significato.

(Kant: chi cerca di speculare razionalmente sul concetto di Dio, giunge inesorabilmente allo scacco ma è una questione alla quale la nostra intelligenza non può rinunciare; i positivisti relegano il concetto di Dio ad uno stadio di interpretazione del reale che l’umanità deve superare).
Problema manicheista. Domanda di Giobbe sull’esistenza del male:è difficile comprendere l’enigma dell’elezione, dell’alleanza stipulata fra Israele ed il suo Dio:è presente un mostruoso capovolgimento della elezione in maledizione!! Difatti gli “eletti” sono coloro che più sono destinati a soffrire.
Ma quale Dio poteva permetterlo? L’ebreo vede nell’al di qua il luogo della creazione e della giustizia e quindi Auschwitz rimette in questione il concetto stesso di Dio.

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SPIEGAZIONE IL CONCETTO DI DIO DOPO AUSCHWITZ

Auschwitz rappresenta l'incarnazione perfetta di quello che Giobbe subisce e il fallimento di quello che Giobbe ostenta fieramente e senza nessun momento di cedimento: la fede verso Dio nonostante tutto: «Se da Dio si accetta il bene, il male non si deve accettare?» (Giobbe 2,10). Dio «guarda» ad Auschwitz attraverso gli stessi occhi di chi, in quel luogo, ha incontrato la morte, impotente e addolorato, forse pentito dell'assoluta libertà concessa all'uomo. Jonas si sofferma sul concetto di un Dio sofferente che ha in sé l'onnipotenza ma anche il dolore che lo avvicina a quegli occhi che hanno visto la morte e sofferto in silenzio

In principio per una scelta imperscrutabile il fondamento divino decise di rimettersi al caso, al rischio e alla molteplicità infinita del suo divenire. Il mondo è una realtà abbandonata a se stessa, non esiste una provvidenza extra mondana(combinazioni probabili prodotte dal caso cosmico). Non si tratta di una immanenza panteistica: Dio rinuncia alla propria integrità divina, è un atto di auto-alienazione divina.

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COME CREDERE IN DIO DOPO AUSCHWITZ

Concetto di vita. Concetto di morte:proprio nel sentir-se, nell’agire e nel soffrire gli individui finiti la divinità stessa giunge all’esperienza di se, perché il paesaggio divino dispiega la sua policroma natura. Dio scopre se stesso nelle sorprese che gli procura l’avventura del mondo(evoluzione specie).
Dio trema:il libero arbitrio. Dio segue l’agire dell’uomo (salvezza o perdizione) trattenendo il respiro, sperando e corteggiandolo. Nelle mani dell'uomo è tutta la vita, Dio è il mondo, nel mondo, ma il mondo è nelle mani dell'uomo. La presenza dell'uomo come risultato della creazione, legittima l'onnipotenza di Dio anche se: «Dopo essersi affidato totalmente al divenire del mondo, Dio non ha più niente da dare; ora tocca all'uomo dare» dice Jonas.