Pico della Mirandola De Hominis Dignitate

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De hominis dignitate De hominis dignitate Autore: Filosofo e umanista, Giovanni Pico della Mirandola nacque a Modena 1463 e morì a Firenze 1494).
Titolo: La libertà dell'uomo, dalla Oratio De hominis dignitate Epoca: Umanesimo Riassunto: Il tratto è suddivisibile in 3 parti: L'uomo come miracolo Il primo blocco dell'opera di Pico della Mirandola, enuncia come capostipite una domanda, in che cosa consiste la dignità dell'uomo e soprattutto perché è tanta la grandezza umana? Numerose sono le risposte che egli enuncia ma nessuna secondo lo scrittore è soddisfacente. Pico infatti nonostante riprenda il pensiero di molte filosofie per tali risposte, trattando della conoscenza dell'uomo della sua condizione sospesa tra il tempo e l'eternità e tra le creature superiori ed inferiori.
La creazione ed il libero arbitrio dell'uomo Nel secondo blocco, Pico si concentra sulla narrazione della creazione dell'universo ad opera di Dio, e nella creazione ultima dell'uomo per far si che tale creazione perfetta venga apprezzata e vissuta. Ma oltre a tali informazioni, la dignità dell'uomo non è pensabile per esaltare la bellezza della creazione divina, ma dal fatto che l'uomo potrà fare di sé quello che vuole, salvarsi o dannarsi. Scontro con Ficino e la dignità dell'uomo Nel terzo blocco infine, Pico della Mirandola svolge un commento a dir poco critico nei confronti della teoria Ficiniana, ove gli uomini non sono secondi nemmeno agli angeli, ma li superano poiché questi ultimi hanno un'essenza determinata mentre l' uomo non la possiede scegliendo la propria destinazione. Pico inoltre, descrive l'uomo come un microcosmo, ossia costituito dai semi di tutte le cose, l'uomo di Pico trova la sua dignità nel non essere. Significato: Pico esalta l' uomo per una delle sue caratteristiche specifiche , il libero arbitrio , la libertà di innalzarsi sino a Dio oppure discendere sino ai bruti . Tale libertà gli é assicurata dal fatto che il Creatore lo pose nel " centro indistinto " dell' universo , unico essere a cui fosse concesse di determinare da se stesso il proprio destino . Partendo dal mito della creazione, Pico immagina che Dio, dopo aver creato il mondo con i suoi abitanti, pensò di creare l' uomo quale culmine della sua opera. Il problema è che aveva già riempito tutte le "nicchie ecologiche" possibili e, comunque, non poteva venire meno alla sua volontà creativa. Così decise che l'uomo non avrebbe avuto una natura definita e un ambiente preciso in cui vivere, affinché egli stesso, completamente libero di scegliere, trovasse una collocazione a se gradita. Ad un mondo naturale governato da leggi fisse ed immutabili prescritte da Dio si contrappone l'essere umano, che ha la facoltà di decidere la sua essenza , potendo scadere al livello dei bruti, oppure innalzarsi a fondere il suo spirito con quello divino. In pratica, secondo Pico della Mirandola, l'uomo non ha una sua natura, ma realizza la sua essenza nell' azione. umana pone l'uomo al di sopra degli angeli stes