"il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di L. Sepulveda

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Scheda del libro "il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Louis Sepulveda. Trama, messaggio, commento... (1 pagine formato doc)

TITOLO: Il vecchio che leggeva romanzi d'amore TITOLO: Il vecchio che leggeva romanzi d'amore AUTORE: Louis Sepulveda nato in Cile nel 1949.
Vive in Spagna, nelle Asturie, dopo aver abitato ad Amburgo e a Parigi. Ha viaggiato in tutto il mondo, anche al seguito dell'equipaggio di Greenpeace ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1998 n° PAGINE: 120 n° CAPITOLI: 8 INTRODUZIONE: non è presente TEMPO DELLA STORIA: il racconto si svolge nel passato TIPO DI NARRATORE: onnisciente STILE: racconto avventuroso LESSICO: semplice, adeguato all'estrazione sociale e alla poca cultura dei personaggi che lo animano MESSAGGIO: in questo romanzo di fama mondiale l'autore ci presenta un problema che affligge la sua patria. Infatti il tema centrale del romanzo è la distruzione della foresta ecuadoriana, causata dall'ingordigia di uomini senza scrupoli, che non sanno come trattare il prezioso patrimonio di vite racchiuso al suo interno.
TRAMA: Il vecchio Antonio Josè Bolivar Proano era uno dei tanti coloni bianchi che avevano abitato El Idilio, paesino situato ai margini della foresta ecuadoriana. La sua vita non era stata delle più felici: quando era tredicenne si fidanzò con un ragazza, Dolores Encarnacion Santisimo Sacramento Estipinan Otavalo, che in seguito sposò. I due però non riuscivano ad avere bambini e, per evitare le chiacchiere delle malelingue del loro paese natio, decisero di emigrare a El Idilio. Dopo due anni la donna morì a causa della malaria e Antonio andò a vivere nella foresta con gli shuar, una popolazione indigena che si era ritirata nella foresta. Così imparò tutto sulle piante e sugli animali che la popolavano; diventò un esperto cacciatore anche senza l'uso dei fucili, ma con semplici dardi avvelenati. Un giorno uno dei suoi migliori amici fu ucciso da un colono. Antonio volle vendicarlo uccidendo il suo assassino. Assolse il suo compitò, ma usò la doppietta del nemico anziché uno dei suoi dardi avvelenati. Per questo fu cacciato dalla comunità degli shuar e ritornò ad El Idilio. Il tempo trascorse tranquillo, anche grazie agli struggenti romanzi d'amore che ogni sei mesi gli portava il dentista, suo fidato amico. Un giorno degli shuar portarono al villaggio il corpo di un gringos morto. Il vecchio dedusse che l'uomo aveva ucciso dei cuccioli di tigrillo e aveva ferito un maschio. La femmina, allora, colta dall'ira, lo aveva ammazzato. Nei giorni che seguirono altre vittime dell'animale arrivarono morte o quasi al villaggio. Tra di esse c'era la mula di un eremita che viveva nella foresta, gestendo uno spaccio per cercatori d'oro. Si decise allora di fare una spedizione verso quella capanna, a cui partecipò Antonio e il grasso sindaco. L'incapacità di quest'ultimo rese difficile la marcia e aumentò il rischio di essere uccisi dalla belva. Gli uomini arrivarono all'abitazione dell'eremita e lo trovarono morto assieme ad un altro gringo Resosi conto della sua inabilità e provando molta paura, il sindaco decise di tornare a El Idilio con il resto della spe