"Il giorno della civetta" di Sciascia

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Ricerca di italiano sul libro di Leonardo Sciascia "il giorno della civetta". Analisi (degli elem narrat,descr,discors,stilistici) suddivisi per capitolo + info su aut+alleg criminalità organizz e intervista a Sciascia (24 pagine formato doc)

www Introduzione p.1 Contestualizzazione storico-politica e culturale dell'opera p.2 Capitolo primo Analisi degli elementi narrativi: • Riassunto del romanzo p.3 • Riassunto sintetico p.4 • Riassunto di un capitolo p.4 • Struttura narrativa p.5 • Combinazione degli elementi narrativi p.5 Capitolo secondo Analisi degli elementi descrittivi: • Informazioni sui personaggi p.6-7 • Informazioni sugli spazi p.8 • Informazioni sui tempi p.9 • Informazioni sui fenomeni e di oggetti che sembrano assumere una determinata importanza p.9 Capitolo terzo Analisi degli elementi discorsivi: • Velocità del racconto p.10 • Narratore p.10 • Analisi della forma discorsiva p.11 Capitolo quarto Analisi degli elementi stilistici: • Lessico p.12 • Sintassi p.12 • Registro p.12 • Sottocodici p.12 • Varietà p.12 • Figure retoriche p.12 Capitolo quinto Informazioni sull'autore: • Biografia dell'autore p.13 • Bibliografia dell'autore p.17 Conclusioni p.18 Allegato: Testo sulla criminalità organizzata p.19 Intervista a Sciascia p.21 Introduzione “Il giorno della civetta” (Leonardo Sciascia, Milano, Einaudi, 1978) esce per la prima volta nel 1961.
In questo libro Leonardo Sciascia affronta il doloroso e scottante tema della mafia con battagliero e appassionato impegno a causa del grande amore verso la sua terra.
Inoltre con questo romanzo, come ha sottolineato l'autore, per la prima volta la mafia viene messa al centro di un'opera narrativa destinata ad un vasto pubblico. Il libro ebbe un grande successo e contribuì a stimolare la discussione su un fenomeno criminale che il potere politico tendeva allora ad ignorare. “Ma la mafia era ed è altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimamene possiamo dire borghese. La malavita non sorge e non si sviluppa nel «vuoto» dello Stato ( cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta. Sciascia stesso confessa la prudenza che dovette adottare per non incorrere in accuse di oltraggio e vilipendio e per evitare le " possibili intolleranze " di coloro che si ritenessero colpiti dalla sua rappresentazione. Inoltre depreca di non aver potuto scrivere " con quella piena libertà " di cui un autore avrebbe il diritto di valersi. Sotto le apparenze di un romanzo poliziesco, il romanzo di Sciascia, è un racconto drammatico e politico; vengono infatti messe di fronte due concezioni di vita: quella del capitano Bellodi, che simboleggia l'Italia della Resistenza, la nuova società democratica, che crede negli ideali di giustizia e di civile convivenza; di contro quella del capo mafia, con i suoi amici, piccoli e grandi, simbolo dell'antica oppressione dei privilegi di casta tipici della Sicilia. Quest