Akropolis di Valerio Massimo Manfredi: recensione e riassunto

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Akropolis - La grande epopea di Atene: recensione e riassunto del libro di Valerio Massimo Manfredi (4 pagine formato doc)

AKROPOLIS DI MANFREDI: RECENSIONE E RIASSUNTO

Akropolis - La grande epopea di Atene di Valerio Massimo Manfredi.

“Un osservatorio ideale, come l’acropoli, simbolo e sintesi della civiltà ateniese e della storia greca, centro spirituale della polis, fulcro della vita quotidiana e dei grandi eventi”. Questa frase, all’apparenza semplice ed a sé stante, sintetizza in realtà alla perfezione i numerosi contenuti di un viaggio ideale nell’antica Grecia, alla ricerca dei luoghi che sono stati teatri di gesta e leggende, che Valerio Massimo Manfredi racchiude nel titolo “Akropolis”. Sono infatti riscontrabili in tale frase molteplici riferimenti a questa narrazione che dal mito conduce fino alla progressiva affermazione di Atene quale potenza egemone del Mediterraneo:
1)    organizzazione politica della polis (“…come l’acropoli, simbolo e sintesi della civiltà ateniese…”);
2)    eventi storici generali e di piccola entità (“…della storia greca…”) o specifici e di grande importanza e rilevanza (“…dei grandi eventi”);
3)    religione e mitologia (“…centro spirituale della polis…”);
4)    rapporti civili e sociali all’interno della polis (“…fulcro della vita quotidiana…”).

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AKROPOLIS DI MANFREDI, RIASSUNTO

Caratteristica fondante e ricorrente in tale saggio è sicuramente il dialogo tra Valerio Massimo Manfredi e Kostas Stavropoulos, signore greco che l’autore, nei panni di studente universitario in visita alle ricchezze artistiche della Grecia, conosce in modo casuale e del quale diviene grande amico.

Questo forte rapporto di amicizia consente di mettere in evidenza i rapporti e gli scambi interculturali (con particolari riferimenti e ricorrenze al mondo greco) tra uomini di nazionalità diversa, aventi pertanto ideologie e correnti di pensiero non affini, come inevitabile conseguenza delle differenze  intercorrenti tra i diversi ambiti geografici e politici in cui essi vivono quotidianamente. Inoltre tale rapporto costituisce un importante momento di riflessione che, oltre ad avere un fine puramente “logico-grammaticale” (volto a favorire quindi una migliore comprensione del testo), risalta le differenti concezioni, in particolare a livello “storico”, dei due personaggi: ciò permette di comprendere al meglio le loro opinioni e riflessioni e rappresenta un’ulteriore dimostrazione a quanto affermato precedentemente circa le differenti ideologie di Kostas Stavropoulos e di Valerio Massimo Manfredi. Particolarmente interessante in tale scambio culturale è l’evolversi della situazione di Kostas, il quale, in seguito alla morte della moglie Alexandra, “cade” progressivamente in una profonda crisi interiore (“Quando un uomo perde la propria compagna di vita dovrebbe morire”). Infatti è possibile constatare come, benché il difficile momento attraversato, il ricordo degli eventi che hanno reso grande la sua patria ed il sostegno di Valerio Massimo Manfredi, consenta a Kostas di evitare di cadere in una vera e propria crisi esistenziale dal quale non vi sarebbe stato ritorno.