Analisi de Il treno ha fischiato di Luigi Pirandello: divisione in sequenze

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Analisi dettagliata e spiegazione del testo della novella "Il treno ha fischiato" e divisione in sequenze. Opera scritta da Luigi Pirandello nel 1914 e contenuta nella raccolta "Novelle per un anno" (8 pagine formato doc)

ANALISI IL TRENO HA FISCHIATO DI LUIGI PIRANDELLO

Analisi del testo.

Autore: Luigi Pirandello. Titolo: Il treno ha fischiato. Introduzione: La novella narra un avvenimento apparente mente assurda ed incomprensibile: l’improvviso eccesso di follia di un cauto e laborioso impiegato, Bellucca, chiuso in una monotonia di giorni sempre uguali, curvo sotto il peso di sacrifici ed umiliazioni e zimbello di un capo ufficio e di colleghi insensibili; aveva ormai dimenticato che la vita era fatta anche d’emozioni, gioie, sensazioni, fantasia e desideri.  Improvvisamente, però, nella sua vita in cui nulla sembrava potesse cambiare, avviene una cosa che cambia tutto. Una notte, pur essendo stremato per la stanchezza, non riesce a addormentarsi e, ad un certo punto, sente nel silenzio di quella notte il fischio di un treno che corre lontano nel buio e che distrugge la cappa opprimente sotto la quale il poveretto si trascinava da anni e che gli fa riaprire gli occhi sul mondo.
L’improvvisa felicità, però, trasforma Bellucca, agli occhi degli altri, in un pazzo.

Il treno ha fischiato: commento

IL TRENO HA FISCHIATO: DIVISIONE IN SEQUENZE

Divisione in sequenze. La prima sequenza (rigo 1-17) ha un avvio in medias res, con una situazione di squilibrio iniziale determinato da un’ evento che solo successivamente verrà chiarito. Il racconto, infatti, inizia col narrare le diagnosi riguardane il caso Bellucca: “Frenesia, encefalite, febbre celebrale, ecc.”. Solo al 17° rigo è menzionato il nome del paziente, Bellucca, che come si vedrà è il protagonista del racconto.
Nella seconda sequenza (rigo 18-21) la voce narrante spiega com’è naturalissimo l’improvvisa pazzia del Bellucca, la sua vita, dal tronde, è una impossibile, scandita dal lavoro in ufficio e dall’assistenza a tre vecchie donne, (la moglie, la suocera e la sorella della suocera) con cui è costretto a dividere l’angusta casa e i pochi soldi.
Nella terza sequenza (rigo 22-26) si ha un mutamento della prospettiva. La sera precedente il ragioniere Bellucca si era ribellato al suo capo ufficio. Ciò sembra strano in quanto il Bellucca è descritto come l’uomo “più mansueto e sottomesso, più metodico e paziente che non si potesse immaginare”.
La quarta sequenza (rigo 27-40) è di tipo descrittiva narrativa; bellucca è definito, in questa sequenza, “ casellario ambulante, con tanto di paraocchi, vecchio somaro, frustato, fustigato senza pietà”. Questo paragone evidenzia l’opacità della vita del ragioniere, e la sua incapacità di risolvere una situazione tanto. nella quinta sequenza. Il punto di vista.

Il treno ha fischiato: analisi del testo e spiegazione

ANALISI IL TRENO HA FISCHIATO DI PIRANDELLO

Nell'arco della narrazione la focalizzazione non è costante: infatti, i punti di vista vi si alternano continuamente. La novella inizia annunciandoci che il protagonista, ancora non identificato, ha dato segni evidenti di squilibrio o quantomeno d’alterazione del comportamento. In questa fase del racconto, la prospettiva, espressa prevalentemente attraverso il dialogo, è quella dei personaggi secondari: i medici, che parlano di febbre cerebrale, e i compagni di ufficio che avanzano svariate ipotesi: pazzia, encefalite, meningite. Già nella seconda sequenza però, emerge la voce del narratore (un personaggio ancora senza identità) il quale ipotizza che, "date le specialissime condizioni in cui quell’infelice viveva da tanti anni" il caso del Belluca "poteva anche essere naturalissimo" e il suo farneticare, che a tutti pareva delirio, poteva essere la "spiegazione più semplice di quel naturalissimo caso".

Pirandello, Il treno ha fischiato: riassunto

IL TRENO HA FISCHIATO: SPIEGAZIONE

Nella quarta sequenza ancora un mutamento della prospettiva: il narratore si fa portavoce delle valutazioni dei colleghi sulla fisionomia umana e gli antefatti della vita di Belluca ("Circoscritto… chi l'aveva descritto così? Uno dei suoi compagni d'ufficio.") e il suo giudizio si confonde con il loro. Nella settima sequenza ("Chi venne.") ritorna il punto di vista del narratore (il personaggio-testimone che già aveva orientato il lettore attraverso i fatti): a lui Pirandello affida ora il compito di rivelare, e in modi diffusi ed espliciti, la verità, spiegando il "caso" capitato a Belluca. Nella nona sequenza il narratore, rivelatosi solo ora un vicino di casa di Belluca, riferisce quanto lo stesso Belluca gli ha detto durante l'incontro all'ospizio: in questa sequenza narrativa, attraverso l'uso dell'indiretto libero, il narratore riporta il punto di vista, coincidente col proprio, del protagonista; alla decima e ultima sequenza, i propositi di Belluca per il futuro.