Il cavallo rosso

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Analisi del romanzo di Eugenio Corti, con breve trama, personaggi, luoghi ed epoca, temi di fondo, stile dell'autore e considerazioni personali (5 pagine formato doc)

Autore: Eugenio Corti Titolo: Il cavallo rosso Casa Editrice: Edizioni Ares Anno pubblicazione: 1983 Cenni biografici dell'autore: Scrittore vivente: è nato e abita in Brianza.
Cattolico praticante; ha ricevuto il premio internazionale al merito della cultura cattolica nel 2000. Breve trama: La narrazione si snoda in un arco di tempo che va dal 1940 al 1974 e ruota intorno ai Riva, una numerosa famiglia di imprenditori tessili di Nomana in Brianza. I membri della famiglia (i genitori + sette figli) con i relativi amici, conoscenti e molti abitanti della zona vengono seguiti durante la loro vita in questo arco di tempo. Passano attraverso le esperienze della seconda guerra mondiale, prima e dopo l'armistizio, e poi partecipano alla difesa delle libertà democratiche contro il pericolo rosso, alla realizzazione del benessere, sono coinvolte nei guai che la vita riserva a tutti gli individui.
Tutti i personaggi principali sono in modi diversi impegnati nella lotta contro l’avanzare del conformismo culturale di stampo marxista e laicista. Corti si rivela particolarmente abile nel descrivere in modo corale sia i personaggi che il periodo storico ; narra storie di solidarietà umana e di amore: Nello stesso tempo non tralascia di descrivere le atrocità perpetrate durante la guerra e la successiva prigionia di alcuni suoi personaggi. Corti, profondamente Cristiano cattolico cerca di dare una motivazione a tante mostruosità e individua nella scristianizzazione l'origine degli orrori del nazismo, del comunismo e della corruzione della società occidentale del secondo dopoguerra. Il racconto è suddivisointre parti; nella prima parte Il cavallo rosso si narra della vita prima della guerra a Nomana,e nelle università di Milano, in particolare la Cattolica e al mare dell’Emilia. Si passa poi alla vita di caserma prima della partenza per le varie destinazioni di guerra. Si racconta dell’esperienza Russa, i combattimenti e poi la ritirata sul Don, disordinata e senza storia per molti soldati, ormai sbandati e senza guida ad esclusione di episodi eroici in particolare per quanto riguarda i battaglioni degli alpini. Vengono ricordate le imprese delle divisioni Julia e Tridentina, i cui soldati muoiono quasi nella totalità per permettere agli altri combattenti di riparare in zone amiche. Nella seconda parte, Il cavallo livido, si raccontano le vicende dal 1943 alla fine della guerra. Lo straziante ritorno dei soldati dalla campagna di Russia, il ritorno con mezzi di fortuna dalla campagna d'Africa, la sfortunata sorte dei soldati in Albania e in Grecia. La situazione dei civili nelle città italiane bombardate dalle forze alleate. Segue il crollo del fascimo e le lotte partigiane. Vengono illustrate sia le persecuzioni perpetrate dai tedeschi sui soldati e civili italiani che le persecuzioni attuate dall’armata rossa a danno della popolazione tedesca. Ma impressiona ancor di più la sorte dei prigionieri nei lager russi; qui finiscono migliaia di prigi