"Confesso che ho vissuto" di Neruda

Appunto inviato da moss92
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Scheda libro molto accurata di Pablo Neruda (5 pagine formato doc)

Nel libro possiamo vedere molteplici aspetti del carattere di Pablo Neruda; uno di quelli che salta maggiormente all’occhio è la sua timidezza alla quale dedica nella prima parte del libro, quella riguardante la sua giovinezza, un piccolo capitolo di appena tre pagine intitolato appunto “La timidezza”.
Il poeta nonostante riesca negli anni ad intrecciare innumerevoli amicizie racconta come questa sua caratteristica da ragazzo e da bambino gli abbia creato qualche disagio. Ad esempio parla di quando era ancore un ragazzino di Temuco ed di fronte a lui abitavano due ragazze sfacciate e “diaboliche”, come lui stesso le definisce, che un giorno lo invitarono a prendere visione di un nido di uccello selvatico e avvicinatosi incuriosito (infatti Neruda è un grande amante della natura in tutte le sue forme) ad una loro banale richiesta si sia vergognato a tal punto da intraprendere una vera e propria fuga da quelle due ragazze.


Dirà successivamente che la sua timidezza andrà scemando con gli anni e di questo possiamo ritrovare riscontro nelle pagine del libro nelle quali vediamo un Neruda molto socievole e spigliato in quasi tutte le occasioni e negli avvenimenti sia quotidiani che inconsueti. 
Ad un certo punto si definisce “sordomuto” cogliendo a pieno con questo termine l’essenza della timidezza e, facendoci anche un po’ sorridere, esprimendo un’emozione tanto complessa con una parola tanto semplice ed elementare.

La curiosità emerge prepotentemente in ogni quaderno e capitolo del libro, soprattutto quando si parla della natura. Questa curiosità un po’ infantile lo accompagna, al contrario della timidezza, per tutta la vita caratterizzandolo a tal punto da essere ricordato da un personaggio del libro come il malacologo e da essere aiutato dagli amici del papà, quando era piccolo, a raccogliere strani esemplari di insetti che collezionava.
Secondo me proprio grazie alla grande curiosità di Neruda, e alle conoscenze apprese attraverso questa, le sue poesie e i suoi scritti coinvolgono tanto il lettore, emozionano e toccano nel profondo.


Poichè la sua curiosità gli permette di non trascurare alcun aspetto dell’argomento che tratta, di approfondire i sentimenti e gli dona una grande capacità descrittiva che trascina il lettore all’interno dello scenario fino al punto di sentirsene parte. Una frase di Neruda recita “ Sono onnivoro di sentimenti, di essere, di libri, di avvenimenti e di battaglie. Mi mangerei tutta la terra. Mi berrei tutto il mare. ”