“Il gran sole di Hiroshima” di Karl Bruckner.

Appunto inviato da leoneverdenero
/5

Relazione più schema del libro rissunto “Il gran sole di Hiroshima” di Karl Bruckner scritto nel 1961 (2 pagine formato doc)

Trama: Un giorno, Scigheo Sasaki, assieme a sua sorella Sadako, stava cercando di tenere il passo dei soldati mentre era su dei trampoli.
Ad un erto punto, Sadako iniziò a fare le bizze perché aveva fame e voleva tornare a casa; Scigheo la avvertì che a casa non c’era nulla da mangiare, anche perché il padre era un militare e la madre lavorava nell’industri. Comunque, alla fine, Scigheo cedette e si incamminarono verso casa. Nel frattempo il racconto si sposta nella base aerea di Tinian, un isola del Pacifico. Dove i soldati Sharp, Richardson, O’Hagerty e Hawkins stavano ascoltando l’ammiraglio Scott, che parlava del piano d’attacco a Hiroshima. Intanto Scigheo e Sadako, dopo non aver trovato nessuno a casa, si diressero alla stazione, perché Scigheo voleva mostrare i treni a vapore a sua sorella.
La stazione era colma di ragazzini che andavano in campagna, perché il governo giapponese cerava di mandare via i bambini dalle grandi città per via dei bombardamenti. Anche Scigheo e Sadako erano stati invitati a lasciare la città, ma la madre aveva rifiutato; ad un certo punto, quando i bambini stavano salendo sul treno, Scigheo e Sadako furono spinti dalla maestra nel terno, perché credeva che fossero stati buttati fuori dalla fila. In seguito i due riuscirono ad uscire dal treno e una contadina, vedendo piangere Sadako dalla fame, diede tre fette di focaccia a Scigheo e due a Sadako; questo dono colse di sorpresa Scigheo e lo riempì di gioia. La mattina seguente i due dovettero stare in fila alla distribuzione viveri per ore, perché in casa non c’era rimasto niente da mangiare. La piccola Sadako stava per essere soffocata nella fila molto compressa, ma per fortuna Scigheo se ne accorse in tempo e la salvò. Il giorno seguente, sulla città di Hiroshima, verso le otto e quindici esplose la bomba atomica: nel cielo si creò come un nuovo sole, più di 80000 persone morirono all’istante, altrettante gravemente ferite e furono disintegrati più di 10000 edifici. Scigheo, che era nello stagno fu abbagliato e spinto contro la riva, ma riuscì a risollevarsi ed ad andare a cercare Sadako; fortunatamente la trovò nel parco, tutta graffiata e con il vestito strappato ma viva. Passò del tempo e ora Scigheo e Sadako erano impegnati a trovare del metallo: chiodi, tubi, pentole, ecc. erano molto richiesti al mercato nero e anche ben pagati; Sadako, mentre rovistava tra le rovine di una casa, trovò un drago alato di bronzo, appartenuto alla famiglia che abitava nella casa ora distrutta. Esso poteva valere moltissimi soldi, quindi Scigheo lo nascose sotto la camicia di Sadako e corsero a casa a portarlo al signor Sasaki, loro padre. Appena il padre lo vide fu molto contento e andò a cambiarlo al mercato nero, contro il parere di Sadako. Dopo una discussione con il più furbo dei pescecani però decise di tenerlo, perché l’offerta era troppo bassa, ma non aveva fatto i conti con le guardie del corpo del pesceca