H. Hesse "Narciso e Boccadoro"

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Riassunto della trama,analisi dei personaggi,stile dell'autore,temi maggiormente presentati,riflessioni personali.. (2 pagine formato doc)

Relazione del libro “NARCISO E BOCCADORO” di H Relazione del libro “NARCISO E BOCCADORO” di H.
HESSE La storia di Narciso e Boccadoro si svolge negli anni del tardo Medioevo tant'è che l'autore dedica un intero capitolo alla peste del 1300;la vicenda è narrata in ordine cronologico, seguendo quindi la successione di fatti come il narratore li racconta. Nella prima parte del racconto ci troviamo nel convento di Mariabrown in Germania, mentre, dopo che Boccadoro decide di diventare un vagabondo e lascia il monastero, girovaghiamo insieme al protagonista fra campi, steppe e piccoli paesi tedeschi. Secondo me, lo spazio di questa vicenda è principalmente simbolico perché, sia lungo le descrizioni del convento, che tra la natura grezza attraversata da Boccadoro, notiamo lo stretto legame che l'autore ci presenta tra i personaggi che caratterizzano questi due diversi luoghi.
I personaggi principali della vicenda sono Boccadoro, che è appunto il protagonista, e Narciso, l'oggetto. Tra i personaggi secondari troviamo invece il padre di Boccadoro, che ha funzione di destinatore, i falsi aiutanti: Adolfo, Corrado ed Everardo e gli aiutanti: l'Abate Daniele, Padre Martino, padre Anselmo, Lisa, Lidia e Giulia, Maestro Nicola, Roberto, Lena, Maria, Agnese ed Eric. Durante il tardo Medioevo un giovanotto di nome Boccadoro fu obbligato dal padre ad andare in convento. Là trascorse molto tempo con il maestro Narciso e diventarono grandi amici. Un giorno il giovane poté sperimentare la bellezza della natura grazie ad un incarico a lui assegnato; decise così di lasciare il convento e di darsi al vagabondaggio, dopo averlo comunicato all'amico. Dopo numerose amicizie con donne e uomini capitò nella chiesa di un convento dove fu abbagliato da un madonna in legno. Si recò dal maestro che l'aveva scolpita e diventò suo alunno. Successivamente tornò alla vita da vagabondo, ma dopo aver visto la morte e la peste, si recò da Agnese in vesti di amante. Ma la notte lo tradì: venne scovato, preso per ladro e portato nella cantina del castello dove prima di morire avrebbe dovuto incontrare un prete: riconobbe in lui Narciso. I due si incamminarono verso il convento di Mariabrown dove l'artista poté scolpire statue ed ornamenti. Dopo queste opere partì per un secondo vagabondaggio e, dopo pochi anni, tornò stanco e molto malato: infatti, passati alcuni giorni, morì riscaldato dal calore dell'affetto dell'amico Narciso. Il narratore di questo libro è esterno occulto in quanto propone la storia con un taglio oggettivo. La focalizzazione del racconto è fissa e zero perché il narratore non cambia mai punto di vista essendo, inoltre, onnisciente, quindi in grado di raccontare tutto di tutti. Il personaggio che mi ha colpita particolarmente è Eric, il figlio del fabbro, un giovane di circa vent'anni che aiutava Boccadoro nella buona riuscita delle sue opere all'interno della bottega allestita nel convento. Era un ragazzo umile e attento ai racconti della vi