L'isola di Arturo di Elsa Morante

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Analisi del testo narrativo completa, più un commento personale (6 pagine formato doc)

ANALISI DEL TESTO NARRATIVO DI SARA BALDUCCI INTRODUZIONE Scritto nel 1952, “L'isola di Arturo” narra la difficile vita del giovane protagonista dal nome di una stella.
Con quest'opera pubblicata nel 1957, la Morante si garantì il Premio Strega e confermò così le sue doti narrative. BIOGRAFIA DELL'AUTORE Elsa Morante è nata a Roma nel 1913. Imparò a leggere e a scrivere da sola senza bisogno di frequentare le scuole medie ed elementari. Iniziò ben presto a comporre le sue prime poesie e fiabe; più grande s'iscrisse al liceo classico dove sostenne risultati tanto positivi da permetterle di frequentare l'università. Non ottenne però la laurea perché troppo occupata dall'attività letteraria, avendo cominciato a scrivere novelle e racconti pubblicati su riviste femminili.
Nel 1941 uscì la sua prima raccolta di novelle "Il gioco segreto" e nello stesso anno si sposò con lo scrittore Alberto Moravia, con il quale, però si separò nel 1962. Il suo primo romanzo, "Menzogna e sortilegio", fu pubblicato nel 1948 e ricevette il Premio Viareggio, nel 1957 la Morante ricevette il “Premio strega” grazie a "L'isola di Arturo", successivamente scrisse anche un libro di poesie (Alibi), un libro di racconti (Lo scialle Andaluso) ed una raccolta di poesie e prose (Il mondo salvato dai ragazzini). Nel 1974 compose la sua più famosa opera: "La storia" e il suo ultimo suo romanzo, "Aracolei", risale al 1982, dopodiché Elsa morì a Roma tre anni dopo. I PERSONAGGI I personaggi di questo libro non sono classificabili in classe precisa, in primo piano c'è la famiglia del protagonista che, nonostante le apparenze, è sufficientemente ricca per rinunciare al lavoro, invece, sullo sfondo ci sono gli abitanti dell'isola di Procida, gente semplice che svolge i mestieri tipici del luogo e del tempo. ARTURO GERACE Arturo Gerace è il vivace protagonista della storia, un giovane di quattordici, che fa della sua isola un mondo incantato. Arturo, che è la voce narrante, si descrive da solo: un bel ragazzino che di statura superava di poco il metro, ma fiero dei suoi occhi neri e dei bei capelli mori, che tagliava solo per non sembrare una ragazza, sempre spettinati e d'estate addirittura incrostati di sale.Compiuti sedici anni il giovane Gerace diventò un uomo, alto e forte capace di attirare su di sé le attenzioni delle giovani compaesane. Da piccolo era cresciuto con la sua balia Silvestro, perché la madre era morta nel metterlo alla luce e il padre era sempre lontano dall'isola per compiere chi sa quali viaggi avventurosi. Così Arturo, allattato con latte di capra, dovette abituarsi presto ad essere grande ed a badare a se stesso, l'unico inseparabile amico che aveva era un cane femmina di nome Immacolatella. Man mano che il giovane cresceva aumentava in lui l'ammirazione per suo padre, che a causa dei lunghi e continui viaggi, era diventato irraggiungibile come un dio, almeno finché non fosse cresciuto e con questo desiderio di crescere, Arturo passava le