Scheda libro "Ragazzi Di Vita" di Pasolini

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scheda libro con notizie sull'autore Pier Paolo Pasolini, la sintesi, lo stile, l'ambientazione e i personaggi... (4 pagine formato doc)

RAGAZZI DI VITA di PIER PAOLO PASOLINI RAGAZZI DI VITA di PIER PAOLO PASOLINI NOTIZIE SULL'AUTORE Pier Paolo Pasolini nacque il 3 ottobre 1922 a Bologna.
Trascorse l'intera infanzia in varie città del Veneto e dell'Emilia e compì gli studi liceali ed universitari a Bologna. Il suo esordio come scrittore fu nel 1942, quando gli fu pubblicato “Poesie a Casarsa” nel dialetto friulano, quello della madre. A Casarsa, dove si riparò nell'estate del 1943 per la guerra, organizzò un fascicolo di letteratura dialettale e proprio in questo periodo si batté per l'arricchimento espressivo dei dialetti. Cacciato per omosessualità dal Partito comunista (cui si era iscritto nel 1947) e dall'insegnamento, si trasferì con la madre a Roma.
Qui scoprì il popolo delle periferie e il sottoproletariato urbano e proprio in questo contesto ci sarà la redazione del libro “Ragazzi di vita”. A Roma si legò d'amicizia con intellettuali di spicco come Alberto Moravia ed Elsa Morante. Verso la fine degli anni Cinquanta si dedicò all'attività cinematografica, prima come sceneggiatore (firmò tra il 1957 e il 1961 undici sceneggiature) e poi come regista (“Accattone”, 1961, “Mamma Roma”, 1962, “Il Vangelo secondo Matteo”, 1964; “Edipo re”, 1967; “Teorema”, 1968, “Porcile”, 1969; “Medea”, 1970, “Decameron”, 1971, “I racconti di Canterbury”, 1972, “Il fiore delle mille e una notte”, 1974). L'ultimo film, “Salò e le 120 giornate di Sodoma” (1975), apologo sulla violenza distruttrice del potere, è ambientato nella Repubblica sociale di Salò, durante gli ultimi anni del fascismo. Importanti sono i suoi saggi in cui si confrontò col proprio tempo in uno spirito di spregiudicata indipendenza e indicò, non senza scandalo, le forme del degrado della società. Pasolini fu ucciso sempre a Roma in circostanze non completamente chiarite, proprio da un "ragazzo di vita" nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975. SINTESI Il romanzo si apre intorno alla fine della guerra, con la capitale presidiata dai tedeschi. Subito incontriamo il piccolo Riccetto che va alla Ferrobedò (così il popolo chiama la fabbrica Ferro-Beton) dove, con i suoi amichetti Agnolo e Marcello, porta via tutto quello che riesce ad afferrare. I piccoli protagonisti vivono sempre di espedienti, per poi perdere al gioco i pochi soldi raggranellati. Dopo un piccolo furto i ragazzini decidono di fare una gita in barca e si recano a un galleggiante sul Tevere, affittano la tanto desiderata imbarcazione. Il Riccetto, sdraiato sul fondo del natante a guardare il cielo, scorge ad un certo punto una rondinella con le ali bagnate, ormai destinata ad affogare. Si tuffa ed effettua così il salvataggio. Sono trascorsi due anni (estate 1946) ed il Riccetto ha acquistato la malizia di un grande. Sempre alla ricerca di qualche lira, si mette in combutta con dei napoletani che abbindolano