Le ultime lettere di Jacopo Ortis: recensione e commento

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recensione e commento sul romanzo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" di Ugo Foscolo e vita dell'autore (4 pagine formato doc)

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: recensione e commento - Ugo Foscolo nasce sull'isola di Zante nel 1778, allora possedimento di Venezia, e si trasferisce proprio nella Serenissima da ragazzo(1793).

Qui fa conoscenza di letterati come Bettinelli e Cesarotti, apprendendo un consolidamento culturale e la poesia. Le sue idee giacobine e rivoluzionarie, contrastanti con quelle di stampo Austriaco, lo costringono a ritirarsi nel 1796 sui Colli Euganei, poi a Bologna. In questo periodo compone la sua opera di lancio, la tragedia Tieste, nel 1797.

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: riassunto dettagliato

Il primo avvilimento politico lo ottiene nel 1797, quando, portatosi a Venezia per la possibilità di un governo democratico, le sue speranze vengono stroncate dal trattato di Campoformio, con il quale Napoleone cede Venezia all'Austria.
Una svolta alla sua vita gliela offre l'incontro con Parini, che gli introduce nuovi ideali in cui credere. Così in questo periodo si reca a Milano, dove viene anche arruolato come luogotenente della Guardia Nazionale francese. Successivamente si trasferisce a Bologna e Firenze. Qui compone l'opera Ultime lettere di Jacopo Ortis(1802), dal carattere autobiografico.

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: sintesi e commento

Nel 1803 viene pubblicata Poesie, la produzione poetica di Foscolo che consta di dodici sonetti e due odi di carattere neoclassico. In occasione dell'estensione all'Italia nel 1806 dell'editto di Saint Claude, che impone la collocazione dei cimiteri lontano dalle abitazioni e una regolamentazione delle tombe, Foscolo compone il testo Dei Sepolcri. Nelle opere seguenti a questo periodo compare una trasformazione psicologica dell'artista: egli è infatti misurato, ironico e disincantato, differente dal Foscolo che ha composto “l'Ortis”.