Si gira o i quaderni di serafino gubbio operatore

Appunto inviato da yayaancona86
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Pirandello si assume il compito di comunicare ai lettori come il cuore, i sentimenti, possano rovinare la vita delle persone (3 pagine formato doc)

ALDO VIOLET Questo romanzo contiene numerose parti riflessive e di conseguenza difficilmente rappresentabili cinematograficamente.
Allo stesso tempo queste parti non possono essere eliminate perché rappresentano l'essenza del libro, danno spiegazione ad ogni azione compiuta dai personaggi. Pirandello si assume il compito di comunicare ai lettori come il cuore, i sentimenti, possano rovinare la vita delle persone. Infatti, il protagonista crede fortemente che l'estraniarsi dalle situazioni di cui ci si trova spettatori sia il segreto per non rimanere scottati dalle vicende altrui ma chi ha cuore non riuscirà mai a farlo del tutto… Proprio come lui che pagina dopo pagina si ripete che la cosa migliore è restare estranei, restare solo “una mano che gira la manovella dando la vita in pasto alla macchina” ma non è così semplice: alla fine l'impassibile operatore resta talmente sconvolto dalle sue riprese (la morte di Nuti, sbranato da una tigre) da non proferire più parola. Le parti riflessive, dunque molto importanti per comprendere appieno la mentalità di Serafino Gubbio, devono perciò essere rappresentate con un espediente.
Ad esempio si potrebbe far dialogare il protagonista del film con lo spettatore, oppure riprenderlo intento mentre scrive i suoi quaderni e recitare ad alta voce le pagine scritte; questo naturalmente di tanto in tanto, per non appesantire le scene. Il film ha inizio con il primo piano di una mano intenta a scrivere su di un quaderno e l'inquadratura poi si allarga facendo entrare nello schermo l'immagine di un uomo su un treno seduto accanto al finestrino.Il vagone è vuoto e silenzioso, l'unico rumore è quello del treno che avanza lentamente sulle rotaie e poi accelera velocemente perché in partenza. Poi la scena cambia ed è ripresa una vecchia casa di campagna. A quel punto è inscenato il primo capitolo del secondo quaderno, il capitolo riguardante la giovinezza di Serafino, passata a Sorrento nella casetta del giovane Giorgio e della sua sfortunata famiglia. La scena ha inizio nel giardino, con un primo piano di una pianta di gelsomini, la pianta tanto curata da nonna Rosa e si allarga poi l'inquadratura a tutto il giardino, ben curato, ombreggiato al fondo ma dominato da un prato allegramente illuminato dal sole; questo giardino rende così già l'idea di quel luogo: tranquillo e rilassante (ombra) nonché giocoso (sole)…il luogo per proteggere i bambini dalla crudezza della vita. Infatti proprio a questo serve quel luogo: ad allontanare il pensiero della morte da Giorgio e Duccella che già ne sono rimasti scottati nei loro affetti così presto. Per mostrare l'interno dell'abitazione, anch'esso molto importante perché “tutti i mobili di vecchio stile, animati da questi ricordi, non erano più cose, ma quasi intime parti di coloro che vi abitavano, perché in essi toccavano e sentivano la realtà cara, tranquilla, sicura della loro esistenza” la cosa migliore è una ripresa in movimento, ad esem