Una storia semplice di Leonardo Sciascia: riassunto e analisi

Appunto inviato da mbertoluzza
/5

Una storia semplice: riassunto, stile, finale, personaggi, suspense, narratore, tempo, luoghi e conclusioni del romanzo di Leonardo Sciascia (3 pagine formato doc)

UNA STORIA SEMPLICE: RIASSUNTO

Autore: Leonardo Sciascia
Titolo: Il titolo è quello originale ed è l’esatto contrario del contenuto del racconto: Una storia semplice, infatti, è una storia complicatissima di un giallo siciliano, che, da un ipotesi di suicidio, si passa a un omicidio vero e proprio con vari colpi di scena.
Editore: La storia è stata stampata nel novembre del 1989 ed è stata accolta subito dall’editore Adelphi.

Ha avuto la sua quattordicesima ristampa nel settembre del 1997.
Pagine: Il romanzo è lungo 66 pagine e si articola in 15 capitoli di 4,5 pagine di lunghezza.

Una storia semplice di Sciascia: recensione libro


UNA STORIA SEMPLICE SCIASCIA: TEMATICHE

Trama.

Il romanzo inizia con una telefonata di Roccella che informava la polizia di aver trovato una “cosa”.
Il fatto non fu preso sul serio, ma il commissario s’incuriusi’ lo stesso: non tanto per la “cosa”, ma per il fatto che Roccella sia tornato a Monterosso dopo cosi’ tanti anni. In ogni caso il giorno successivo il graduato non si fa trovare, come aveva detto il giorno precedente, e, su debole richiesta del commissario, il brigadiere Antonio Lagandara si recò con due agenti al villino di Roccella. Pensando di fare una gita al posto di una perlustrazione, i tre rimasero smarriti al trovare l’ex diplomatico accasciato sulla sua scrivania con un colpo di pistola in testa. Per non toccare niente, il brigadiere mandò subito a chiamare i soccorsi. Durante l’attesa, Lagandara si mise subito all’opera cercando qualche indizio utile; sulla scrivania c’era un foglio con scritto: ”Ho trovato.”.

Una storia semplice di Sciascia: relazione libro


UNA STORIA SEMPLICE: PROTAGONISTA

Quel punto dopo “ho trovato” fa rivivere al brigadiere tutto ciò che era successo: Roccella aveva iniziato a scrivere cosa aveva effettivamente trovato, ma, sentendo bussare, accorse alla porta pensando ”la Polizia”; invece era l’assassino che, avendo visto la pistola che Roccella aveva precedentemente tirato fuori, fece finta di interessarsene rimirandola, per poi sparare a sangue freddo contro il povero diplomatico. Successivamente ,il brigadiere s’interessò di esplorare il resto della casa, senza però aprire le porte chiuse. Arrivato in cucina notò due cose: cinque bicchieri con ancora fondi di vino, e una scaletta buia. Antonio decise cosi’ di risalirla, fino a giungere ad un’altra stanza, un sottotetto. Qui, dopo aver speso molti fiammiferi per vedere, si accorse che vi erano soltanto busti di santi e altre cianfrusaglie. Sceso, chi doveva arrivare arrivò. Fu incuriosito da dei catenacci nuovi che chiudevano dei magazzini che sembravano abbandonati; li osservò e dedusse che erano nuovi, quindi se n’andò.