Le Metamorfosi di Apuleio: analisi e commento

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Analisi e commento dell'opera di Apuleio, Le Metamorfosi (2 pagine formato doc)

APULEIO LE METAMORFOSI: ANALISI E COMMENTO

Relazione sul libro: Metamorfosi (l’asino d’oro), Apuleio.

Il capolavoro di Apuleio (125-170 circa d.C.), ancora oggi ammirato e ricordato, è formato dagli undici libri delle Metamorfosi. Conosciuta anche sotto il titolo di Asino d’oro (ovvero “La bellissima storia dell’asino”), scritta probabilmente dopo il 158 d.C., questa lunga opera si inserisce nella tradizione del genere narrativo di tipo realistico greco, e raccoglie in sé forse tutti gli elementi che caratterizzano le diverse tendenze del romanzo antico: avventure, vagabondaggi, colpi di scena, situazioni sentimentali crude, idealizzate o erotiche, gusto della teatralità e della descrizione, ma anche il senso del macabro, del misterioso e del sovrannaturale.

Le Metamorfosi di Apuleio: riassunto

APULEIO METAMORFOSI, ANALISI

Il modello narrativo usato da Apuleio per l’Asino d’Oro sono le fabulae Milesiae (un tipo di novelle che oscillano tra il genere erotico, arguto e popolare), a cui però l’autore aggiunge la novità dell’elemento magico.

La magia, che ricorre continuamente nell’opera ed è la chiave che ne mette in moto la trama, vanifica la logica quotidiana dell’astuzia, una delle caratteristiche del genere Milesio, sconvolge e ribalta la vita e gli animi dei personaggi. Inoltre, la magia è anche la metafora delle difficoltà e delle esperienze che l’uomo deve affrontare per raggiungere la piena maturità. L’arte magica che stimola la curiositas di Lucio, il protagonista del romanzo, lo coinvolge in una lunga serie di quasi sempre spiacevoli avventure dandogli la possibilità di vivere esperienze determinanti per la formazione del suo spirito e lo conduce, infine, alla salvezza e ad un nuovo modo di vivere e di vedere la vita. Per questi motivi, l’Asino d’oro può essere definito come un racconto di formazione spirituale.
L’opera è inoltre ispirata ad una novella greca di Luciano di Samòsata, Lucio o L’asino, anche se però non ci è dato sapere fino a che punto. Sicuramente, l’idea della vicenda del giovane Lucio trasformato in asino non è di Apuleio, ma, ad esempio, senza ombra di dubbio sua è la lunga favola di Amore e Psiche, che riproduce in breve l’intero percorso narrativo del romanzo e ne offre la corretta chiave di lettura. Sia Psiche che Lucio, infatti, sono esseri sottoposti a dure prove, ma fin dall’inizio destinati alla salvezza.

LE METAMORFOSI DI APULEIO, INTERPRETAZIONE

Come ogni romanzo che si rispetti, anche l’Asino d’Oro presenta quattro momenti fondamentali che ne costituiscono l’ossatura di base, e cioé esposizione, esordio, peripezie, scioglimento.  I libri I, II e III, in cui Apuleio ci presenta la figura del “curioso” Lucio, l’atmosfera misteriosa e superstiziosa, crudele e ironica, che fa da sfondo alle sue vicende, ed infine la metamorfosi dello stesso giovane biondo da umano ad asino, comprendono i primi due. I libri successivi sono tutti dedicati alla narrazione delle peripezie affrontate da Lucio/asino, ma racchiudono in sé brevi o lunghe digressioni, racconti che spezzano il tempo della storia, narrati da Lucio stesso o dai personaggi che via via incontra durante i suoi vagabondaggi in forma di asino. La digressione più rilevante è la già ricordata favola di Amore e Psiche, che occupa da sola più di due libri: narra dell’amore che Cupido nutre per la bellissima fanciulla Psiche, e delle prove che ella deve superare per scampare all’ira della gelosissima Venere per ricongiungersi a lui.