Agamennone di Eschilo: trama e commento

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Commento e riassunto della trama dell'opera "Agamennone" appartenente alla trilogia Orestea di Eschilo (9 pagine formato doc)

AGAMENNONE DI ESCHILO: TRAMA E COMMENTO

Eschilo.

Agamennone. Personaggi principali:
Coro di anziani notabili Argivi.
Clitennestra.
Agamennone.
Cassandra.
Egisto.
Personaggi secondari:
Sentinella.
Araldo.
Servi e ancelle di Clitennestra.
Uomini di Egisto.
Vita di Eschilo. Nato ad Eleusi (525 ca.), una cittadina distante circa venti chilometri da Atene, e morto a  Gela (456 a.C.), tragediografo greco, con Sofocle ed Euripide massimo autore di tragedie della letteratura greca. Combatté attivamente nelle guerre persiane, fu a Maratona nel 490 a.C., a Salamina nel 480 a.C.
e probabilmente a Platea l'anno successivo. Compì due viaggi, secondo alcune fonti tre, in Sicilia, sicuramente nel 471 presso la corte del tiranno Gerone, in onore delle celebrazioni per la città di Etna, presso Catania, dove egli aveva insediato il figlio. Sulla sua morte c’è una curiosa leggenda: pare che un’aquila, catturata una tartaruga e non riuscendo ad aprirne il guscio per cibarsene, l’avesse lasciata cadere perché si sfracellasse sulle roccie, colpendo invece la testa del poeta. Alcuni punti di riferimento cronologici per Eschilo, infine, sono il 485, quando conseguì la prima vittoria, il 468 anno in cui ad Atene fu battuto nell’agone drammatico da Sofocle, e il 458 che vide il successo dell’Orestea e la partenza definitiva del poeta per la sicilia. Le tragedie, la prima delle quali fu rappresentata intorno al 500 a.C., si presentano come trilogie unite da un tema comune. Dei 73 titoli tramandati, solo sette sono state conservati.

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AGAMENNONE DI ESCHILO: COMMENTO

La più antica è Le supplici; essa costituiva la prima parte di una trilogia (ma le altre due Gli egiziani e le Danaidi sono andate perdute) che narra le vicende delle nozze delle cinquanta figlie di Danao, re di Argo. I persiani, rappresentata nel 472, è una tragedia storica sulla battaglia di Salamina. I sette a Tebe, scritta nel 467 a.C. e ultima parte della trilogia di cui facevano parte anche Laio ed Edipo, rappresenta la contesa per il trono di Tebe tra Eteocle e Polinice, i due figli di Edipo. Il Prometeo incatenato (opera di incerta datazione) narra la punizione di Zeus a Prometeo, incatenato a una rupe del Caucaso dove un'aquila gli divora il fegato che ricresce di continuo, reo di avere sottratto il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Le restanti tre tragedie conservate, Agamennone, Coefore ed Eumenidi, scritte nel 458 a.C., compongono l'Orestea. La prima mette in scena il ritorno a casa di Agamennone, vincitore nella guerra di Troia, e la sua terribile morte per mano dell'infedele moglie Clitennestra. Nella seconda, Oreste, il figlio del re assassinato, vendica il padre uccidendo la sua stessa madre e l'amante Egisto. Nelle Eumenidi le Erinni, le dee vendicatrici, perseguitano Oreste, che ne sarà liberato dall'antico tribunale dell'Areopago, grazie all'intercessione di Atena. A Eschilo si deve l'introduzione del secondo attore sulla scena, che rese più efficace il contrasto drammatico; caratteristica delle sue tragedie è l'innovazione linguistica, ottenuta attraverso l'inserimento di un grande numero di neologismi. Inoltre egli è il primo ad introdurre una finalità socio-politica nella tragedia.

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AGAMENNONE DI ESCHILO: RIASSUNTO

Riassunto della tragedia. (Argo, il piazzale antistante la reggia. La notte della caduta di Troia. Una sentinella è distesa sulla torre di guardia e scruta l’orizzonte.)
La sentinella si lamenta della sua condizione; ormai è da un intero anno che fa la guardia su quella torre, senza poter dormire, soffocando i sogni, per ordine di Clitennestra; spera in un qualunque cambiamento per poter uscire da questa condizione. Ecco che improvvisamente un lampo fiammeggia all’orizzonte: è il segnale della caduta di Ilio. La sentinella raggiante si appresta a dare la notizia alla moglie del re, Clitennestra, perché annunci la vittoria con un inno gioioso a tutto il castello. Per conto suo, si aspetta di poter stringere le mani al principe al suo ritorno, e del resto rimarrà in silenzio.
(esce di scena, entra il coro di anziani notabili di Argo.)
Canta il coro: Menelao e Agamennone sono partiti ormai da dieci anni, con più di mille navi; come uccelli rapaci hanno spiccato il volo, il ritmo delle ali applicato ai remi, abbandonati al nido i pulcini. Un dio, dall’alto, coglie la loro sofferenza, ed invia la vendetta a chi la causa; ecco che contro Paride vengono inviati i figli di Atreo, tutto a causa di una donna che è stata la moglie di molti, per lei terribili scontri sanguinosi. I sacrifici non basteranno a pacificare la situazione.