"Il fu Mattia Pascal" di Pirandello

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Scheda-libro che analizza il testo con particolare attenzione all'umorismo pirandelliano (4 pagine formato doc)

Umorismo nel testo
L’umorismo viene definito da Pirandello in modo completamente diverso da come viene inteso nell’esperienza quotidiana comune; egli sostiene che, invece di ridere di un fatto divertente nell’immediato, sarebbe meglio analizzare i motivi che hanno portato a quella situazione;
quindi lo scrittore sembrerebbe avere un approccio intellettuale all’umorismo.
Nel fu Mattia Pascal si presentano differenti situazioni “umoristiche” che sono alla base di questo romanzo, esse rendono note le diverse vicissitudini che Mattia ha attraversato nel corso della sua vita.


Una situazione umoristica si trova più o meno a metà del libro, nel capitolo nono quando Mattia Pascal va a trovare il cavalier Tito Lenzi.
Solamente la descrizione di questo personaggio fa trapelare il senso comico della situazione, di lui vengono accentuati il viso e la statura.
La figura di questo signore appare buffa, il collo che scivola sulle spalle, la pancia che scivola sulle ginocchia quasi ad arrivare a terra e le gambe tozze che non toccano il pavimento e ciondolano allegramente; questi particolari esaltano la comicità della scena.
Dietro a questa figura buffa, però, si nasconde un uomo di grande cultura che intrattiene Mattia Pascal, o Adriano Meis, con i suoi discorsi.
 

Un’altra situazione umoristica si trova dopo aver letto la prima metà del romanzo, nel momento in cui Adriano Meis, ovvero Mattia Pascal nella sua nuova identità, incontra difficoltà a causa del nome falso non dichiarato.
Si succedono molte situazioni sconvenienti  per lui, ad esempio è vittima di un furto che non può denunciare a causa della falsa identità, inoltre si innamora di Adriana, la giovane figlia del proprietario della casa che lo ospita a Roma, ma ovviamente non può sposarla perché non risulta registrato all’ anagrafe.
Poiché la vita diviene per lui insostenibile in quanto “invisibile” e “sconosciuto” per le autorità e quindi impossibilitato a intraprendere azioni di tipo legale,  decide di fingersi morto nella sua nuova identità, per ritornare a Miragno, paese natio e riprendere così la vita di sempre con la moglie; sfortunatamente una volta arrivato nel luogo suddetto, scopre che la consorte si è risposata felicemente e vive con la sua nuova famiglia.
Nell’immediato Mattia prova dispiacere per questo fatto, però comprende le scelte di vita della moglie; decide comunque di continuare a vivere a Miragno , ma in solitudine, nella sua biblioteca.


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