Fontamara: scheda libro

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Riassunto capitolo per capitolo del romanzo "Fontamara" di Ignazio Silone, con narratore, tipologia testuale, fabula o intreccio, tempo, durata, spazio, tecniche narrative, stile e lessico, descrizione dei personaggi, temi, messaggio dell'autore (4 pagine formato doc)

FONTAMARA: SCHEDA LIBRO

Scheda libro di FontamaraIgnazio Silone
1)    Riassunto per capitoli
Prefazione.

La vicenda si svolge a Fontamara, vecchio paese della Marsica situato all’interno di una valle tra colline e montagne. Fontamara è un paese povero e arretrato, e come ogni piccolo villaggio meridionale vede subire le ingiustizie più crudeli, che dopo anni e anni diventano naturali come il vento e la pioggia. L’attività degli abitanti è legata essenzialmente alla terra, e la scala sociale è composta solamente dai proprietari terrieri e dai cafoni, ossia i contadini.

Fontamara di Silone: riassunto

FONTAMARA: RIASSUNTO PER CAPITOLI

Capitolo 1 - Fontamara rimase una volta senza corrente elettrica perché gli abitanti non avevano pagato la bolletta, e presto il paese si riabituò all’illuminazione della luna.

Per i giovani, questo fu motivo di baldoria, mentre le donne erano disperate. Tornati dal lavoro, alcuni cafoni si riunirono per discutere della luce elettrica e delle tasse quando videro arrivare un forestiero, il cavalier Pelino, graduato della milizia fascista, che dopo iniziali esitazioni li convinse a firmare un foglio bianco, nonostante essi non sapessero cosa fosse.

Capitolo 2. Solo troppo tardi i contadini capirono che quelle firme servivano all’Impresario, il nuovo podestà: infatti il giorno dopo, Fontamara fu in subbuglio perché dei cantonieri muniti di pale e picconi stavano scavando il letto per deviare il ruscello che irrigava i miseri campi dei cafoni alle terre dell’Impresario. Inizialmente, i contadini credettero fosse una burla, una delle tante degli abitanti del capoluogo, poi le donne andarono ad Avezzano per parlare con il sindaco, ma furono derise dalle guardie. I carabinieri le accompagnarono così alla casa dell’Impresario. Dopo varie discussioni, don Circostanza, vecchio sindaco nonché avvocato, giunse ad una soluzione: stabilì che i tre quarti dell’acqua dovessero andare all’Impresario, e i tre quarti della parte rimanente ai fontamaresi, spiegando che entrambi avrebbero avuto più della metà, beffando così i cafoni.

Capitolo 3. Il giorno dopo i cantonieri ripresero i lavori, ora protetti da due guardie armate. I fontamaresi, però, non erano convinti della divisione, ma nessuno volle parlare per non compromettere la propria famiglia. Il generale Baldissera fu l’unico che, a parole, volle far ricordare la verità alle autorità, ma come al solito non fece nulla. I fontamaresi ormai capirono che la fame e la rovina sarebbero stati vicine; l’unico cafone non colpito da questo imbroglio fu Berardo Viola, per il fatto che non aveva più terre, dopo la vendita di un appezzamento a Don Circostanza per pagarsi l’imbarco in America, anche se a causa di una nuova legge non poté andarci. Berardo allora trovò lavoro da bracciante fuori da Fontamara, ma non era soddisfatto perché, oltre ad essere faticoso l’impegno, il guadagno era misero. Godeva di molta stima fra i giovani, ed era conosciuto per la sua irriverenza e forza nel lottare contro le ingiustizie.