Memorie dal sottosuolo: recensione e analisi

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Analisi e recensione del romanzo "Le memorie dal sottosuolo" dello scrittore Fëdor Dostoevskij (3 pagine formato doc)

MEMORIA DAL SOTTOSUOLO: RECENSIONE

Scheda libro “Memorie del sottosuolo” di Dostoevskij. “Memorie dal sottosuolo” è un romanzo scritto da Fëdor Dostoevskij e pubblicato nel 1864.

È possibile definirlo un romanzo chiave poiché racchiude in sé tutto il pensiero dello scrittore russo. Paragonato ad altre sue opere è piuttosto breve, ma comunque completo e ben riuscito.
Il libro è diviso in due parti: la prima è intitolata “Il sottosuolo” mentre la seconda “A proposito della neve fradicia”. La prima sezione è piuttosto statica, infatti il protagonista si lascia andare a un monologo dove critica apertamente i valori e gli ideali del pensiero positivo che a suo parere non potranno mai attecchire nella società moderna e renderla perfetta come si crede. Predica la spontaneità, la superiorità dell’istinto umano su qualsiasi altro tipo di ragione, poiché l’uomo sarà sempre guidato dai propri impulsi e sarà attratto da ciò che più gli piace, trascurando qualsiasi tipo di ragionamento logico. Cercherà sempre l’umiliazione, il senso di colpa e la delusione. Commetterà sempre delle stranezze, delle azioni insensate e irrazionali di cui pagherà le conseguenze, ma che allo stesso tempo godrà di aver compiuto.

MEMORIA DAL SOTTOSUOLO: ANALISI

E questo perché? Perché l’istinto e le sue passioni lo avevano condotto fin lì e lui nella sua consapevole inconsapevolezza aveva fatto ciò che più lo soddisfaceva. Per concludere questa prima parte vorrei citare una frase che viene pronunciata dal protagonista e che riassume tutto il capitolo “Il volere umano, molto spesso e anzi il più delle volte si trova assolutamente e cocciutamente in contrasto con il raziocinio”. L’esser troppo consapevoli è una malattia, la malattia da cui è afflitto il protagonista. Ci descrive il suo “sottosuolo” ovvero tutto quello che si nasconde dentro la sua testa, creatosi con l’incalzare degli anni e il susseguirsi di vicende spesso per lui traumatiche che lo rendono l’uomo che è ora: cattivo, troppo consapevole, superbo ma fragile e malato. Malato nel corpo e nell’animo, tanto da arrivare a reputarsi un superuomo, capace però di redimere solo una prostituta che per di più fraintende i suoi messaggi.

Memorie di una casa morta di Dostoevskij: recensione

MEMORIA DAL SOTTOSUOLO: SIGNIFICATO

La seconda parte del romanzo invece è molto più narrativa e veloce durante la quale il protagonista racconta in prima persona degli avvenimenti avvenuti sedici anni prima, quand’era ancora un giovane impiegato statale di soli ventiquattro anni. Racconta del suo incontro con un generale durante una rissa in un bar in cui si caccia di proposito sperando di attirare l’attenzione ma senza riuscirci e di come sia disposto a sfidarlo a un duello, osservandolo e pedinandolo per mesi, ma senza mai giungere nemmeno a rivolgergli la parola. Ha un rapporto burrascoso anche con i suoi colleghi di lavoro e con i suoi ex-compagni di scuola. Coltiva giusto un paio di amicizie in maniera abietta e superficiale, chiedendo a questi conoscenti prestiti che quasi sempre non riuscirà a ripagare. Dopo essersi autoinvitato ad una cena per un suo ex-compagno di scuola, si rende ridicolo di fronte agli altri commensali cercando di dimostrare di essere superiore a tutti loro, provocandoli e facendo sfoggio della sua cultura.