"Pattini d'argento" di Mary Mapes Dogde

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Analisi critica del libro scritto da Mary Dogde intitolato "Pattini d'argento" (2 pagine formato doc)

Uno degli ultimi libri che ho letto è stato quello scritto da Mary Mapes Dogde ed intitolato "Pattini d'argento".
È stato pubblicato dalla casa editrice G.E.A. Prima di descrivere e narrare brevemente questo libro, è bene avere qualche nozione sulla vita della sua autrice. Mary Mapes Dogde nacque a New York nel 1831 dove lavorò in parecchie riviste. A trentaquattro anni pubblicò questo romanzo che si rivelò subito un grande successo. Si spense sempre a New York nel 1905.

È composto da 120 pagine divise in 12 capitoli. È suddiviso in tre macrosequenze caratterizzate dal cambiamento improvviso dei fatti narrati.
In esse sono presenti sequenze descrittive, nella prima parte ed all'entrata in scena di ogni nuovo personaggio, narrative e da alcuni dialoghi. Il narratore è esterno ed è di tipo onnisciente, ciò fa si che ci sia una focalizzazione di tipo esterna. È ambientato nell'inverno olandese tra le città di Haarlem ed Amsterdam con una breve parentesi nel Regno Unito.

In esso non esiste un personaggio la cui importanza prevale su di un altro poiché la storia ha tante sfaccettature. I personaggi intorno ai quali ruota la vicenda sono Hans e sua sorella Gretel, loro padre Raff Brinker, il dottore del paese di nome Boekman e, al termine del romanzo, il figlio Laurens Boekman. Attorno a loro ruotano una serie di deuteragonisti, come alcuni compagni di scuola dei due ragazzi, ed alcuni antagonisti come Karl Schummel.