'I Malavoglia'

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Scheda approfondita sul libro di Verga.L'ambiente e il paesaggio,i personaggi,temi principali affrontati,la vita.(formato word 6 pg) (0 pagine formato doc)

Luca Dalla Valle classe VP Luca Dalla Valle classe VP Breganze, 03-08-2000 di Giovanni Verga L'AMBIENTE E IL PAESAGGIO La dimensione spaziale e temporale del romanzo è in funzione della sua struttura “corale”.

Riprendendo la definizione del critico russo M. Backtin, “I Malavoglia” può essere considerato un perfetto modello di “romanzo polifonico”, dove ogni personaggio è insieme oggetto della parola del narratore e soggetto della propria parola. Qui il dialogo diventa azione, strumento dinamico che costituisce il racconto sottoponendolo a più punti di vista. Lo spazio non si definisce mai nella sua oggettività, ma nel modo in cui appare ai personaggi.
Esso coincide con il villaggio di Acitrezza, ordinato in una serie di piccoli frammenti di mondo, compiuti in se stessi: la casa del nespolo e il mare, l'osteria di Santuzza e la bottega dello speziale, la piazza e la spiaggia, gli scalini della chiesa e il negozio del barbiere, la casa del beccaio e gli scogli del Rotolo. Acitrezza diventa così il luogo dove ciascuno vede esente i gesti e le parole degli altri, attua e subisce giudizi e commenti sulle persone e sugli eventi. Solo saltuariamente la scena si sposta ai paesi vicini o alla città (Catania); essa diventa, per i “poveri diavoli” di Acitrezza, il luogo infernale della rovina e della catastrofe: qui Lia andrà a perdersi come prostituta e padron'Ntoni andrà a morire all'ospedale, lontano dai suoi familiari e dal suo mondo. Il paesaggio non è mai descritto, ma sempre raccontato; questo rende l'idea della simbiosi esistente tra l'ambiente e i personaggi. Lo spazio del villaggio è dominato dalla presenza costante del mare, che sembra accompagnare come un sottofondo musicale le speranze e i dolori dei pescatori. Il mare è, nello stesso tempo, ragione di vita e di sopravvivenza economica e causa di sventura e di morte. Esso assume anche connotazioni antropomorfe, tipiche delle suggestioni e delle credenze popolari; il mare sembra, a tratti, una presenza quasi umana: sensibile alle condizioni meteorologiche, dorme, russa, muggisce e urla. La casa e la barca, i due simboli della sopravvivenza economica dei Malavoglia e quindi della tradizione familiare, s'identificano soprattutto nei momenti di sventura e di miseria. Per quanto riguarda il tempo, ne “I Malavoglia” esso procede secondo la cronologia dei fatti in sequenze parallele, per cui la narrazione acquista la stessa percezione che si ha della realtà. Lo sguardo dei personaggi crea l'unità temporale tra le sequenze: è lo sguardo che si sposta dai vicoli di Acitrezza al mare e dal mare alla casa del nespolo la tragica notte del naufragio della Provvidenza. Per annullare la sensazione, da parte del lettore, di salti spaziali nel proporsi della vicenda, Verga usa la tecnica della concatenazione, cioè la ripetizione della frase da una sequenza ad un'altra. Questo è ancora più evidente nei passaggi da un capitolo ad un altro: -“Che d