Orgoglio e Pregiudizio

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Annalisa Nardi RELAZIONE DI NARRATIVA 20/02/2001 TITOLO: Orgoglio e pregiudizio TITOLO ORIGINALE: Pride And Prejudice PRIMA EDIZIONE: 1813 EDIZIONE LETTA: Mondadori 2000 VITA DELL'AUTRICE Figlia di un pastore protestante, penultima di otto figli, Jane nacque nel 1775, nella parrocchia di Stevenson nello Hampshire.
Era, quella degli Austen, una tipica famiglia della buona borghesia inglese di campagna e Jane ricevette, insieme alla sorella Cassandra, un'educazione assai tipica. Studiò in casa guidata dal padre e imparò le attività che rappresentavano le monotone delizie d'allora: il pianoforte, il disegno, il lavoro ad ago. Ebbe anche del tempo libero, ma era la libertà "condizionata" tipica di una grande famiglia dove regna un brusio continuo, una costante mancanza di spazio, e che essa utilizzò nell'unico modo che le era possibile: il rito del tè, la conversazione, qualche volta il ballo.
A diciott'anni l'adesione di Jane al modello sociale dell'epoca era così riuscita, da poter essere descritta in questo modo dalla scrittrice Mary Russel Mitford: "la più carina, la più sciocca e la più leziosa farfalla in cerca di marito che io abbia mai conosciuto". Questa descrizione sarebbe stata senz'altro vera se Jane non fosse stata, per natura, intelligentissima: d'una intelligenza che scorreva ordinatamente entro le cose stesse che faceva. Fin da ragazzina aveva tenuto un quaderno di appunti, che erano parodie delle situazioni in cui si veniva a trovare, e nel pomeriggio, durante l'ora del tè, ne dava lettura ad alta voce ai fratelli e ai cugini. Tutti ridevano, ma forse a divertirsi più degli altri era proprio lei, Jane Austen: poiché il suo talento, fin dall'inizio, non si oppose all'ambiente, anzi, lo accettò nella misura in cui dentro di sé sapeva di non subirlo, bensì di analizzarlo per poi ricomporlo nella lucida e superiore ironia di una commedia. A ventun anni, infatti, aveva già scritto due dei suoi romanzi: Senno e sensibilità ed Orgoglio e pregiudizio. Nessuno al di là della famiglia doveva sospettare la sua attività di scrittrice: la società di quel tempo offriva alla donna un unico modello, "sposa e madre", e lei non voleva che la sua figura sociale risultasse intaccata in alcun modo. Passarono così molti anni. I primi romanzi di Jane Austen, inviati anonimi agli editori, non furono pubblicati. Essa, inoltre era troppo intelligente per piegarsi a una situazione di comodo, e non avendo trovato l'amore, non ebbe neanche marito. Rimase con i genitori e con Cassandra e con loro si spostò in altri luoghi quieti della bella Inghilterra del sud: prima Bath che non amava, poi Southampton. In questi luoghi essa portò anche le sue abitudini accettando la squisita monotonia di una vita da nubile. Per tredici anni smise completamente di scrivere. Attraverso le lettere sappiamo che passeggiava, suonava il pianoforte e andava a far visite. Le altre testimonianze ritrovate su Jane Austen, descrivono la sua vita in un cottage del villaggio di Chawton, dopo