Relazione: Lo scudo di Talos

Appunto inviato da fenilxxx
/5

Relazione essenziale sul testo "Lo scudo di Talos" di Valerio Manfredi (file.doc, 2 pag) (0 pagine formato doc)

Elisa Merletti 19 `Lo scudo di Talos' di Valerio Massimo Manfredi Il libro `Lo scudo di Talos' è stato scritto nel 1988 da Valerio Massimo Manfredi.
L'autore è nato nel 1943; vive e lavora nella sua casa di campagna a Piumazzo di Castelfranco Emilia (Modena). Laureato in lettere classiche è specializzato in topografia del mondo antico. Ha preso parte a varie campagne di scavi archeologici in Italia e all'estero ed ha insegnato all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Venezia, alla Loyola University di Chicago e all'Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona. Il libro può essere definito un romanzo storico in cui si può notare l'intreccio tra storia e mito.
Talos, il protagonista del racconto, diventa, nel corso delle vicende, sempre più simile agli eroi epici.Il libro presenta un classico Topos letterario (=situazione tipica ricorrente, presente soprattutto nella narrativa letteraria): l'abbandono di Talos sul monte Taigeto da parte del ricco padre a causa del suo difetto al piede per sottrarlo alle dure leggi di Sparta. Così come Talos numerosi altri eroi sono abbandonati, basti pensare a Epido, Ciro, Mosè, Romolo e Remo e inoltre sempre accuditi da ricchi, se in verità sono figli di poveri, e sono accuditi da poveri, se sono figli di ricchi.Ma è anche un romanzo storico perché le vicende si svolgono sullo sfondo delle guerre persiane addirittura Talos vi partecipa in un primo momento come Ilota e più tardi come vero e proprio guerriero spartiate.Il romanzo può essere ancora definito di formazione, infatti, Talos è seguito da Kritolaos nella sua formazione fisica, morale e intellettuale.Il romanzo è diviso in due parti, nella prima si parla di Talos, l'Ilota , nella seconda parte dello stesso Talos che è Kleidemos, lo spartiate. I personaggi sono numerosi ma ecco i principali: Talos, il protagonista, è un ragazzo spartiata rovinato dalle dure leggi di Sparta che chiedono giovani sani e senza alcun difetto; Talos è storpio da un piede ed è abbandonato dal padre ad un anno dalla nascita sul monte Taigeto, dove risiedono gli Iloti, e dove Talos trova la sua famiglia composta dal vecchio Kritolaos e dalla madre. Kritolaos decide di svelare al nipote l'esistenza di arme maledette appartenenti all'ultimo re messenico, Aristodemos, che con le stesse armi aveva sacrificato la figlia per poter vincere la guerra in cui poi è sconfitto. Il vecchio prepara Talos ad utilizzare le armi, che avrebbe al più presto utilizzato, ed a destreggiarsi con il bastone che usava per sorreggersi.Ricorre ancora il parallelismo tra generazioni: quella del vecchio e saggio Kritolaos e quella del giovane e inesperto Talos.Vi è poi la madre di cui l'autore dice ben poco ma si comprende che, anche se Talos non è il suo vero figlio, lei tiene molto a lui.Il nome della donna non è nominato per una scelta consapevole dell'autore forse per dimostrare che quella è la vera madre e non ha bisogno di nome..Dopo la morte di Kritolaos, Talos è aiutato dal gigante Karas