L'utopia di Tommaso Moro: riassunto e significato

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Riassunto, struttura, personaggi, scopo e significato dei punti principali dell'opera di Tommaso Moro, L'utopia (4 pagine formato doc)

UTOPIA TOMMASO MORO

Utopia di Tommaso Moro
LIBRO 1:
Tommaso Moro si recò nelle Fiandre, a Bruges, come ambasciatore del re riguardo ad alcune questioni avute con Carlo, principe di Castiglia (poi futuro Carlo V).

Da qui, dopo qualche tempo, si spostò ad Anversa, dove gli fece visita l’amico Pietro Gilles, un giovane anversese. Un giorno, dopo la messa, Pietro gli presentò Raffaele Itlodeo, originario del Portogallo, il quale aveva deciso di lasciare la propria patria per unirsi ad Amerigo Vespucci durante i suoi quattro viaggi nelle Americhe. Subito dopo essersi presentati i tre amici si diressero a casa di Moro, dove iniziarono una lunga conversazione, in cui Raffaele raccontò della sua decisione di non tornare in Europa dopo l’ultimo viaggio di Vespucci, e dei molti popoli con cui era venuto a contatto.
In particolare era rimasto colpito dagli usi e dalle istituzioni degli abitanti di Utopia, un’isola in cui si era stabilito per lungo tempo con alcuni compagni di viaggio.

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UTOPIA TOMMASO MORO RIASSUNTO

LIBRO 2: Qui Raffaele parla dettagliatamente dell’isola di Utopia, illustrandone l’aspetto geografico e urbanistico, le istituzioni, la storia, le leggi, la vita sociale dei cittadini e le occupazioni principali, la guerra, la religione, gli usi e le tradizioni.
L’isola di Utopia, prima chiamata Abraxa, fu conquistata da Utopo, che le diede il nome. La loro lingua, sebbene nell’insieme sia persiana contiene non pochi segni provenienti dal greco, soprattutto nei nomi dei magistrati e delle città.
La capitale è Amauroto, la città più estesa che si trova, dal punto di vista geografico, esattamente al centro dell’isola. In tutto Utopia conta 54 città, le quali sono poste tutte alla stessa distanza tra loro e presentano la medesima urbanistica; uguali inoltre per lingua, usanze, istituzioni e leggi. Questa uguaglianza tra le città si rispecchia anche tra i cittadini, i quali, ad eccezione degli schiavi, hanno tutti gli stessi diritti e gli stessi privilegi. Non esiste la proprietà privata e tutto viene messo in comune, allo scopo che nessuno possa avere più ricchezze degli altri.

Tommaso Moro: L'utopia

UTOPIA TOMMASO MORO ANALISI

L’occupazione comune a tutti i cittadini è l’agricoltura, per la quale vengono educati sin da piccoli. Oltre a ciò ognuno si dedica ad un particolare mestiere, e nel tempo libero si dilettano in studi letterari, così che nessuno venga sopraffatto dalla pigrizia.
La guerra è profondamente detestata in Utopia poiché viene utilizzata solamente per difendere il territorio, per combattere i nemici che abbiano invaso la terre di amici o allo scopo di liberare un popolo dalla tirannia, poiché i torti fatti ad amici vengono puniti più aspramente che non i propri.
Ogni regione o singola città possiede una propria religione, tuttavia esiste una divinità eterna e inspiegabile riconosciuta da tutti chiamata “Mitra”. A lui attribuiscono l’origine e la fine di tutte la cose. Chi non è tollerante verso le altre religioni viene punito con l’esilio o la schiavitù.