Sul Risorgimento di Antonio Gramsci: relazione

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Relazione del libro "Sul risorgimento" di Antonio Gramsci (3 pagine formato doc)

SUL RISORGIMENTO GRAMSCI

Relazione “Sul Risorgimento” di Antonio Gramsci.

In questo libro, Gramsci si interroga su un grande evento della storia italiana e, oserei dire, anche Europea. Valuta attentamente le forze che hanno partecipato in parte o al totale compimento del Risorgimento, le influenze che questo movimento italiano ha avuto e tutti gli aspetti fondamentali. Tutto questo prendendo in considerazioni varie ipotesi, di vari autori e storici dell’epoca.
Prima domanda che si pone è quella dell’inizio del risorgimento? Quando questo movimento storico comincia?  Esamina diverse risposte, catalogandole in due gruppi.
Il primo è quello di coloro che sostengono l’origine autonomo del movimento nazionale italiano e il secondo raggruppa le tesi di coloro che considerano il movimento italiano influenzato dalla rivoluzione francese. Gramsci è consapevole che la differenza di queste idee è data dalle interferenze sentimentali, politiche e dai pregiudizi di ogni genere, che gli storici possono avere.

Interpretazioni storiografiche del fascismo

ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DEL RISORGIMENTO

Per trovare un punto di contatto su un argomento così delicato è necessario studiarlo tutto partendo da plurimi punti di vista fino a quando gli elementi (che possono essere negativi, positivi, nazionali e internazionali) dell’unità si unificano e diventano una forza sufficiente per raggiungere lo scopo prefissato. Elemento più importante è la coscienza della necessità di compiere un movimento che possa portare l’indipendenza della penisola. Fondamentali sono sicuramente lo Stato Piemontese (motore reale dell’unità che si pone a capo del movimento) e il Partito nazionale, che hanno giocato un ruolo primario all’interno del risorgimento. Come Gramsci ha affermato all’inizio del libro, vi è una “dottrina” francese sulle origini del risorgimento che ritiene che la nazione italiana deve alla Francia la sua fortuna, poiché è da questa che, con la rivoluzione francese, ha influenzato direttamente il movimento di indipendenza italiana (tesi democratica francofila) e una seconda che afferma che la rivoluzione francese abbia, con il proprio intervento nella penisola, interrotto il movimento nazionale.

GRAMSCI, STORIA DEL RISORGIMENTO

Gramsci consapevole che la storia del risorgimento è da studiare tenendo in considerazione documenti sì italiani, ma anche stranieri. Sempre all’inizio del libro Gramsci si ritroverà ad osservare tesi di vari storici come Volpe, Pietro Silva, Baldo Peroni, traendo che, il significato d’insieme di queste interpretazioni è di carattere politico immediato ed ideologico, difetto di tutte le interpretazioni dell’avvenimento, e non storico. Ogni interpretazione ha la pretesa, per lo scrittore, di trovare una unità nazionale nel periodo da Roma ad oggi, questo per “risanare” le debolezze di struttura della penisola; Gramsci parla addirittura di “storia feticistica” dove si idealizza la storia . E’ come un cercare le origini storiche della formazione dello stato moderno italiano del XIX secolo, vedendo questo come Unità in tutta la storia precedente alla sua reale attuazione. Per sentimento nazionale si presuppone ciò che si desidera come perennemente esistente e non affermatosi per forze esterne o perché quelle interne fossero “addormentate”. Questa presentazione della storia d’Italia è antistorica su due fronti perché svaluta gli uomini che hanno compiuto sforzi per arrivare all’unità e perché si contraddice con la realtà stessa.