La società spartana

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Breve appunto sulla società spartana (1 pagine formato doc)

L’antica città di Sparta sorgeva nella regione della Laconia, una vasta area pianeggiante nel sud della Grecia, percorsa interamente dal fiume Eurota.
La sua fondazione risale all’inizio dell’età del ferro, quando, in seguito al crollo della civiltà micenea, la popolazione dei Dori discese nel Peloponneso. I Dori si trovarono nella necessità di creare una forte organizzazione politica, militare e sociale: infatti, diedero vita ad una divisione in classi. Al vertice della società spartana c’erano gli spartiati: una ristretta minoranza formata dai maschi adulti, discendenti diretti dei Dori, che godevano di tutti i diritti e si occupavano esclusivamente della guerra. La maggioranza della popolazione, invece, era costituita dai discendenti di coloro che abitavano la Laconia all’epoca dell’ invasione dorica: i perieci e gli iloti.
I perieci (il cui termine significa “abitanti dei dintorni”, ovvero dei centri minori intorno a Sparta), pur essendo liberi, erano esclusi dalla vita politica; si dedicavano ad attività artigianali e commerciali che fruttavano enormi guadagni.
Gli iloti (termine che significa “catturati, presi), invece, ridotti in schiavitù, non avevano alcun diritto e lavoravano la terra, che era proprietà esclusiva degli spartiati.
LA COSTITUZIONE SPARTANA
Secondo la leggenda, l’ordinamento politico della città di Sparta fu opera del legislatore Licurgo, che ricevette direttamente dall’oracolo di Delfi il fondamento della legge spartana. Secondo la costituzione di Licurgo, gli Spartani dovevano essere suddivisi in tre tribù e cinque unità territoriali; a capo di tutti stavano due re (i basilèis) e ventotto senatori (geronti).