Paul Gauguin: vita e opere principali

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Breve riassunto della vita di Paul Gauguin e descrizione delle opere principali con immagini (5 pagine formato doc)

PAUL GAUGUIN: VITA

Paul Gauguin.

Gauguin viene considerato come precursore dell’arte moderna, avendo incarnato per primo i legami tra arte e vita che domineranno poi il mondo figurativo del XX secolo. Gauguin scopre però piuttosto tardi la sua vena artistica; infatti soltanto dopo essersi goduto tutti gli agi di una vita fino a quel momento tranquilla egli decise di cambiare sperando di raggiungere lo stesso successo ottenuto nel passato come speculatore di borsa. I successi finanziari permisero all’artista di riunire una pregevole collezione di tele impressionistiche, mentre per le sue modeste opere, sceglie motivi di vita familiare che però abbandonerà appropriandosi dello stile impressionista.
Pienamente nello spirito dell’impressionismo è il quadro “Studio di nudo detto Suzanne che cuce”, in cui Gauguin punta tutto su di un movimento di luce. Il motivo figurativo non sembra affatto appartenere agli impressionisti, mentre la calma dignità della donna, intenta a rammendarsi la biancheria, prelude alle rappresentazioni del fascino degli indigeni. Cosi nel 1880 egli può partecipare all’esposizione annuale degli impressionisti, di cui però non condivide la visione del mondo, della dinamica e dei continui mutamenti. La sua doppia vita d’agente di cambio e di artista finì nel 1882, quando perse il posto insieme a causa di un crac finanziario.

Vita di Paul Gauguin: riassunto

PAUL GAUGUIN: BIOGRAFIA

La famiglia, composta da cinque figli, fu lasciata nelle mani della moglie e Gauguin attraversò in questo periodo un momento di rassegnazione a causa della miseria.  Decise quindi di recarsi in Bretagna dove si buttò totalmente nel lavoro riuscendo ad accaparrarsi un po’ di fama. Nel 1886 Gauguin espose nel salone degli impressionisti ben 19 opere nonostante la sua pittura avesse seguito un cammino pressoché opposto. Dopo questa esperienza in Bretagna Gauguin volle tentare un’altra via di scampo e cioè quella di recarsi a Panama. Ma come già accaduto più volte egli non riuscì neanche qui a trovare lavoro. Ritornato in Francia, con il 1888 iniziò per Gauguin l’anno che gli consentì di compiere i maggiori progressi sul piano artistico. Egli si liberò definitivamente dei legami del mondo urbano, rappresentato dagli impressionisti, e si orientò verso l’originalità dell’arte popolare primitiva venendo attratto anche dall’arte dell’Estremo Oriente, pur essendo i due stili totalmente diversi.

PAUL GAUGUIN: OPERE

Il quadro rappresentativo di questo periodo è “La visione dopo il sermone” o “La lotta di Giacobbe con l’angelo” che mostra con quale maestria Gauguin sapesse usare sia il linguaggio dell’Estremo Oriente, sia quello primitivo. In questo quadro sono presenti due gruppi di figure separati l’uno dall’altro dal ramo gigantesco di un albero alla maniera di una stampa giapponese. I due gruppi di figure rappresentano due azioni di significato opposto: le donne in costume bretone meditano sulle parole appena udite durante il sermone, mentre sullo sfondo è in corso una lotta tra l’angelo e la biblica figura di Giacobbe che cerca di sottrarsi al suo avversario. Alla base di queste scene ci sono due differenti tradizioni figurative: il calmo, rozzo linguaggio popolare caratterizza le figure in primo piano, mentre la pittura cristiana ha influenzato la scena di fondo. Gauguin però attraversava ancora problemi finanziari e, dopo aver ricevuto aiuti da un suo amico, non gli restò altro che recarsi contro voglia da Van Gogh ad Arles.

VAN GOGH E PAUL GAUGUIN: RIASSUNTO

Subito affiorarono così continue lotte e litigi tra lui ed il suo collega.  Nacque così una forte rivalità tra i due anche a causa dei diversi stili di pittura. Così si va avanti finché una sera, mentre Gauguin stava dormendo in albergo, Van Gogh si taglia un orecchio e la mattina dopo viene portato all’ospedale. La mattina stessa Gauguin partì da Arles senza rivedere il suo collega. Proprio in quel periodo Gauguin aveva finito di dipingere il quadro: ”Vincent van Gogh che dipinge i girasoli” dove il pittore viene raffigurato con uno sguardo smarrito. Con questa tela Gauguin cerca di rendere la morbosa mania di dipingere di van Gogh. Il 1889 iniziò per Gauguin a Parigi, presso un suo vecchio amico ai tempi del tracollo in borsa. Ed è qui che Gauguin dà alla luce una delle sue opere più importanti: “Il cristo giallo” dove l’autore si sforza di rappresentare “un’apparizione”.