La scomparsa di un eroe

Appunto inviato da feidhru
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Rielaborazione del brano tratto dall'Iliade della morte di Patroclo (2 pagine formato doc)

Quello che non passa inosservato qui nell’esercito, è un certo Patroclo, che di sicuro conoscerete.
Patroclo per me, è quasi come un modello di vita. La sua audacia e il suo coraggio sono invidiati da tutti noi, qui nell’esercito. È quasi mezzogiorno. Il sole picchia forte sulle nostre armature, che si arroventano eccessivamente e ci fanno ustionare le spalle. Patroclo non indossa armature simili alle nostre, nonostante siano della stessa foggia delle nostre. Su di lui la corazza è più lucente che mai e il suo elmo diventa paragonabile al sole splendente. Sarà l’effetto dei raggi solari.
Comunque ho sentito dire che quell’armatura non è sua, ma d’Achille. Si ho detto proprio d’Achille, il più grande eroe di tutti i tempi, considerato quasi come semidio, grazie alla sua invincibilità in guerra e per il suo coraggio. Sembra che Patroclo ed Achille siano degli amici inseparabili. Purtroppo non ho mai avuto l’onore di incontrarlo. Starei qui per giorni interi a lodare Achille, ma c’è una battaglia in corso. Il problema è che non accenna a finire! Non credevo che questi troiani ci avessero dato filo da torcere. Mi sbagliavo. Sembra che i due eserciti si equivalgano e lo scontro non sembra avere una fine. I nostri soldati cadono come mosche, ma anche i nostri arcieri non scherzano: le loro frecce sono letali quanto il morso di un serpente. Ma nonostante i soldati cadano sia da una parte che dall’altra, non sembra vicina la fine di questo combattimento. Questi troiani paurosi scappano via da Patroclo, ne hanno paura. Verrebbe da chiedersi se questa paura provenga dal fatto che Patroclo indossi l’armatura d’Achille, eroe temutissimo anche dai Troiani, che evitano Patroclo forse credendo che si tratti del Pelide. Sul campo di battaglia, i soldati cadono come le foglie d’autunno, perciò ho avuto un’idea che mi farà restare in vita (spero) per un po’ di tempo in più. Seguo Patroclo come un’ombra, non me ne separo mai per due buone ragioni: se qualche Troiano avesse l’idea di sferrarmi un colpo di spada, sempre che non mi uccida al primo colpo, ci sarebbe Patroclo a difendermi e a farla pagare a quel Troiano. Secondo motivo, seguo assiduamente Patroclo perché tutti i Troiani ne hanno paura e ne fuggono via, così ho meno possibilità di essere ucciso. A dirla tutta, è un po’ difficile seguire Patroclo, perché questo si muove con una tale velocità tra i soldati, che diventa stancante stargli dietro. Il tempo scorre lentissimo, volto lo sguardo a destra e a sinistra, disorientato, e vedo Achei e Troiani combattere allo stremo delle forze. Mi ritenete codardo a non gettarmi nella battaglia? No, tengo soltanto alla mia vita. Anche se lentamente, il tempo scorre e il sole cala già tramonta, morendo dietro le montagne. Morto il sole, una larva di luna appare in cielo ed avviene un fatto molto strano: il vigore e l’audacia che credevamo morta sul fondo della nostra anima, resuscita improvvisamente. Come dei mostri brucolak, dopo il tramonto diventiamo esseri invin