Il Problema dell'Etica

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Il problema dell'etica per Aristotele, Epicuro, Diogene, Zenone, Seneca, Machiavelli, Moro, Hume, Pascal, Kant. (3 pagine formato doc)

IL PROBLEMA DELL'ETICA IL PROBLEMA DELL'ETICA (relazione del corso pomeridiano) Introduzione: La filosofia affronta molti problemi legati all'uomo e al suo pensiero, ciò nonostante le discussioni inquadrano argomenti differenti secondo il periodo e dell'ambiente storico in cui, i pensatori, vivono.
Tuttavia è possibile notare come taluni discorsi vengano affrontati in modo trasversale e incuriosiscano tutti al di là del tempo e dello spazio. Tra questi argomenti c'è l'etica, la quale studia il comportamento umano e le “leggi” a cui esso obbedisce, individuando sia i reali comportamenti, sia quelli che dovrebbero essere. Per cercare di capire meglio questo discorso è possibile prendere in esame un gruppo di filosofi di diversi periodi storici e vedere come il problema dell'etica venga affrontato in affinità e avversità.
Aristotele Il primo filosofo ad essere preso in esame è Aristotele, secondo lui: in una visione finalista, il bene, per ogni essere, coincide con il raggiungimento di quell'attività che gli è propria; egli identifica, infatti, la natura come ciò a cui ogni cosa deve tendere, al suo interno, poi, ci sono tanti fini particolari tra i quali ognuno deve identificare il proprio fine ultimo. Inoltre, il bene coincide col vivere in modo razionale, ed è per questo che con cui si parla di etica razionale dunque la virtù coincide con l'agire, in modo razionale, secondo ragione. Le virtù si dividono in due grandi categorie: etiche e dianoetiche. Le virtù etiche consistono nel trovare il giusto mezzo tra le azioni (es. tra l'essere pauroso e l'essere impavido, il giusto mezzo è l'essere coraggioso), che consiste nel saper dominare gli impulsi. Esse si acquistano, dunque, con l'esercizio, in quanto non esiste lo spontaneismo etico. La virtù etica per eccellenza è la giustizia, che risulta essere fondamentale. Le virtù dianoetiche sono, invece, legate alle funzioni razionali dell'uomo e sono l'arte (la quale permette di produrre degli oggetti strutturati in modo utile per l'uomo), la scienza (la quale permette di mostrare le verità eterne), l'intelligenza (la quale permette di saper cogliere i principi caratteristici delle cose), la sapienza (la quale permette di unire scienza e intelligenza) e infine la saggezza (che essendo di livello è la più importante e rappresenta dalla luce della ragione). In tutto il suo lungo discorso, egli, non dimentica il fondamentale ruolo dell'amicizia, infatti, la perfetta felicità è composta da contemplazione, beni esteriori e presenza degli amici. Epicureo Il secondo filosofo ed essere preso in esame è Epicureo, secondo lui: in una visione edonistica, il fine ultimo dell'uomo deve essere il piacere, arrivare cioè a mantenere il livello di soddisfazione, trovando dunque l'aponia o assenza di dolore (cioè l'equilibrio del corpo) e l'atarassia o l'assenza di turbamento (cioè l'equilibrio dell'anima) attraverso l'individuazione dei bisogni e la relativa eliminazione di quelli superflui. Per arrivare a q