Nietzsche: superuomo e oltreuomo

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Tema sul superuomo e oltreuomo di Nietzsche: definizione (4 pagine formato doc)

NIETZSCHE: SUPERUOMO E OLTREUOMO

Il tema della diversità, nella sua ampiezza, coinvolse anche il campo filosofico.

Uno dei filosofi che meglio delinea, a mio parere, tale questione fu Friedrich Nietzsche. Il filosofo tedesco fece della sua opera, Così parlò Zarathustra, il manifesto della sua filosofia del “superuomo” o “oltreuomo”. Il superuomo Nietzscheano (Übermensch) non era altro che un nuovo tipo umano che riassumesse in sé il primitivo spirito dionisiaco, che si ponesse ‹‹al di là del bene e del male››, la cui morale fosse basta sulla volontà, sulla ‹‹fedeltà alla terra›› e sul ripudio di qualunque consolazione metafisica.
È ben visibile come tale “tipo umano”, teorizzato da Nietzsche, e l’uomo reale che circondava il filosofo fossero due realtà diametralmente opposte; egli stesso afferma che ‹‹l’uomo è qualcosa che deve essere superato››  per dare spazio al nuovo stadio della evoluzione umana.

Pensiero di Nietzsche: riassunto


SUPERUOMO NIETZSCHE: DEFINIZIONE

Riprendendo la teoria evoluzionistica, Nietzsche afferma anche: ‹‹Che cos’è la scimmia per l’uomo? Qualcosa che fa ridere, oppure che suscita un doloroso senso di vergogna. La stessa cosa sarà dunque l’uomo per il superuomo: un motivo di riso o di dolorosa vergogna››.  Questa affermazione chiarisce bene il pensiero che l’autore voleva far trapelare: il superuomo, nella sua diversità, è decisamente migliore dell’uomo, risulta essere quasi una evoluzione di esso (c’è da dire che Nietzsche non aderisce alla teoria evoluzionistica darwiniana, ma la utilizza ugualmente per rendere il concetto più chiaro).
La figura dell’oltreuomo è un’immagine centrale della filosofia nietzscheana, e che pertanto risulta strettamente correlata a tutti gli aspetti del pensiero filosofico dello stesso pensatore tedesco.

Nietzsche, filosofia: riassunto


L'OLTREUOMO DI NIETZSCHE

Uno degli ideali che caratterizza il superuomo è senza dubbio la fedeltà alla terra: l’ateismo è caratteristica costante del pensiero di Nietzsche; conseguenza di tale ateismo è la convinzione che la cosa più giusta sia un ripudio dello spiritualismo ascetico e di qualsiasi consolazione metafisica, con conseguente accettazione e attaccamento incondizionati alla materialità e alle cose terrene. Dunque il superuomo non crede in un mondo trascendente, in quanto cerca la felicità nell’unica vita che può vivere, quella terrena. In questo senso, dunque, il maggior peccato non è tradire Dio, ma tradire la terra.
A conferma di tutte queste sue convinzioni, Nietzsche pone l’evento, importantissimo nell’economia della sua filosofia, della “morte di Dio” (Gott ist tot!- Dio è morto!). Questa è una espressione che allude al venir meno di tutte le certezze assolute che sono state dei punti di riferimento alla base dell’esistenza umana per millenni, capaci di fornire agli uomini riparo dagli eventi terreni e una consolazione, risedente in un mondo metafisico e indimostrabile.