elogio della bellezza

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ELOGIO DELLA BELLEZZA ELOGIO DELLA BELLEZZA E' universalmente riconosciuto che la bellezza, intesa in senso astratto, è un valore fondamentale.
Le arti, specie nell'antichità, hanno inseguito costantemente l'ideale assoluto del bello. Basti pensare alla Grecia antica ed alla mirabile architettura del periodo ellenistico o alla scultura di Fidia, Pressitele o Skopas. Al Rinascimento con artisti eccelsi che non cito, onde non scadere nell'ovvio. Si pensi, per tornare a tempi più vicini a noi ad alcuni oggetti progettati da moderni designers, uno per tutti l'esempio della “chaise longue” di Lecorbusier, un autentico archetipo fuori dal tempo. La bellezza si ritiene nobiliti ed impreziosisca l'ambiente tanto da elevare lo spirito e migliorare la qualità dell'esistenza.
Il riferimento alle arti, è comunque limitativo. Come si può rimanere insensibili di fronte al meraviglioso e maestoso spettacolo di un tramonto, o alla stupefacente bellezza di un panorama naturale? La bellezza in generale quindi è qualcosa di magico, di superiore, di raro quindi, di prezioso. Ergo, l'aspirazione a circondarsene è cosa lecita. Non è da tutti certo potersi permettere il massimo, ma è generalmente considerato giusto che ogni individuo aspiri, nei limiti del possibile a condurre un'esistenza circondato dalla bellezza. Come si considererebbe una persona che potendo vivere in una magnifica casa, elegantemente arredata ed arricchita da preziose opere d'arte, che si affaccia su di un panorama mozzafiato, preferisse stabilirsi in un disadorno appartamentino da cinquanta metri quadri in un anonimo palazzone vista tangenziale o zona industriale? Un pazzo? Un masochista? Senza andare troppo oltre sarebbe lecito dubitare del suo equilibrio mentale. Esaurita la necessaria premessa, la domanda a questo punto è la seguente: perché, se tutto questo è ritenuto valido nel caso della bellezza paesaggistica, o di quella che fa riferimento genericamente alle arti, nel caso della bellezza fisica non dovrebbe valere? Giungendo brutalmente al sodo: perché si ritiene sconveniente preferire una persona esteticamente bella ad una brutta? Conosco colleghi che dovendo scegliere una segretaria prediligono la capacità rispetto all'estetica. Personalmente, dovendo scegliere tra una segretaria brutta ma brava e una bella ma scarsamente pratica, la mia netta preferenza va, senza alcun dubbio, alla bella e incapace (attenzione! L'incapacità è altra cosa rispetto alla stupidità, gli stupidi sono un caso a parte, non rientrano in questa trattazione). Starà a me ammaestrarla. Una segretaria bella, può diventare brava. Una brutta, mai diventerà bella. Questo, ben inteso, a prescindere da ogni considerazione di ordine sessuale. A riprova di questo, dovendo scegliere un collaboratore, di sesso maschile e ritengo superfluo specificare la mia assoluta eterosessualità, ritengo comunque l'aspetto estetico decisamente importante. Non ho pudore ad affermare che detesto avere intorno esseri umani brutt