L'emigrazione degli anni 60

Appunto inviato da coco97
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Un nonno racconta alla nipotina cosa succedeva li (1 pagine formato doc)

"Sembrava un giorno qualunque ma non era un giorno qualunque, era il giorno che l'avrei vista per la prima volta.
Fino a quel giorno erano pochi i motivi che mi davano la forza di andare avanti, ero lontano da tutto ciò che definivo la mia "casa", lontano dalla mia famiglia, eppure se ero li era per loro. Ora tu piccola ti chiederai perché proprio in America, con tanti posti ma sai quello era un'epoca in cui per cercare un lavoro bisognava emigrare, e io essendo il primo di 11 figli dovevo assumermi la responsabilità di essere un buon fratello maggiore, ma anche un buon figlio! Andai lì spaventato di ciò che trovavo, presi quella grande nave che mi portò li! 


Durante il viaggio rimasi incantato da una famiglia, una ragazza che poteva avere la tua età, già con un figlio che lo stringeva a sé, e il marito era un ragazzino forse a malapena maggiorenne, avevo 20 anni e ancora non ero riuscito a trovare la donna giusta al mio fianco, le mie sorelle stavano per sposarsi, dovevo rimediare, mi sentivo in colpa, e forse per questo stavo andando in America per cercare di rimediare a quella "colpa" se così si può definire. Ma ritorniamo a quella piccola donna, secondo me cresciuta troppo in fretta, guardava quel bambino come se fosse parte di sé, fino a quel momento non avevo mai pensato che una ragazzina, per non dire una bambina, potesse amare in quel modo, e lo si vedeva dagli occhi, e poi il padre, un ragazzino che doveva ancora crescere, che voleva ancora scherzare, e magari anche fare cazzate, perché si un ragazzo di 17 anni anche a quell'epoca voleva solo divertirsi.
Le ore passavano e i miei pensieri tornavano sempre alla mia casa, a quello che avevo lasciato, dovevo abituarmi a impostare la sveglia, a ritrovarmi in una stanzetta di un motel solo, e non più con i miei 3 fratelli.