Carme 101 e In morte del fratello Giovanni: Catullo e Foscolo a confronto

Appunto inviato da giogiello
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Analisi comparativa tra il Carme 101 di Catullo (Per la morte del fratello) e il sonetto "In morte del fratello Giovanni" di Fscolo (2 pagine formato doc)

CARME 101 E IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI

Catullo e Foscolo.

Dall’analisi comparativa del carme 101 di Catullo e del sonetto “In morte del fratello Giovanni” di Foscolo è possibile mettere in luce molte analogie e corrispondenze, ma anche notevoli diversità.
L’incipit di Foscolo Un dì s’io non andrò sempre fuggendo di gente in gente è ripreso direttamente da Catullo Multas per gentes et multa per aequora vectus, quasi ne fosse una traduzione.
Il tema del viaggio e del peregrinare è però affrontato in modo molto diverso: quello che per Catullo è vectus, cioè essere trasportato, quasi senza un atto volontario, in Foscolo diventa fuggendo, un atto volontario e che in più chiarisce subito la situazione di costrizione a cui il poeta è sottoposto con l’esilio. In Catullo il viaggio diventa l’occasione per rendere gli onori funebri al fratello morto lontano da Roma, per Foscolo il viaggio non è piacere né occasione, né tantomeno il raggiungimento di una meta, è solo fuga, dolorosa e necessaria.
Infatti, mentre Catullo è già presso la tomba del fratello (advenio), Foscolo si trova lontano, non ha alcuna certezza di poter compiere questa visita, può solo promettere al fratello defunto e a se stesso che un giorno, appena sarà cessata la sua condizione di esule, lo farà (me vedrai seduto).

Varcando tanti mari e In morte del fratello Giovanni: Catullo e Foscolo a confronto

DIFFERENZE TRA IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI E CARME DI CATULLO

Già dalla seconda quartina Foscolo prende le distanze da Catullo. Il poeta latino sviluppa l’intero carme sul sentimento del doloroso distacco dal fratello morto e sulla pietas. Il poeta come io narrante rimane l’unico personaggio. Il rito e gli onori funebri da rendere al proprio defunto costituiscono il motivo della visita alla tomba del fratello e la “conclusione” di un rapporto che tra morti e vivi non può sussistere. Catullo non ha alcuna speranza di instaurare un dialogo col fratello (mutam nequiquam alloquerer cinerem), emerge piuttosto un senso di rassegnazione e un addio per sempre (atque in perpetuum, frater, ave atque vale).

IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI ANALISI

Foscolo apre la seconda quartina inserendo in posizione di rilievo, all’inizio del verso, il personaggio della madre, anziana e provata dal distacco da entrambi i figli. E’ una figura drammatica che lega e unisce i fratelli e che in qualche modo rende possibile un rapporto tra di loro (parla di me col tuo cenere muto). In contrapposizione a questo quadro di affetti familiari il poeta ribadisce in forma ancora più esplicita la sua condizione di esule, costretto a rimanere lontano dalla patria.
Nella prima terzina il destino personale del poeta viene accomunato alla sorte del fratello. Come lui Foscolo si sente tormentato dalle tempeste dei propri dolori e prega di potersi riposare in un porto tranquillo.

CARME 101 CATULLO ANALISI

Se pure il tema del mare era presente anche in Catullo, i termini scelti da Foscolo, tempesta e porto usati in contrapposizione, sono molto distanti dal multa per aequora del poeta latino che rimanda invece ad un’idea di distesa d’acqua immensa e tranquilla. La poesia di Foscolo è come irrorata di acqua fecondatrice con un rapporto acqua-vita che viene più volte ripreso.
Nell’ultima terzina Foscolo dimostra chiaramente che il suo messaggio poetico non è tanto, o non solo, la morte del fratello o il dolore della madre, ma la propria situazione tragica. Egli non può sperare altro per sé che la quiete della morte e come unica consolazione la restituzione del proprio corpo alla madre quindi anche alla propria terra.