Tema sul diluvio universale

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Traccia del tema sul diluvio universale: "Trova in almeno 4 civiltà (sumeri, babilonesi, ebrei, egizi) il racconto di un diluvio universale e mettili a confronto" (3 pagine formato doc)

DILUVIO UNIVERSALE TEMA

Trova in almeno 4 civilta’ (sumeri, babilonesi, ebrei, egizi) il racconto di un diluvio universale e mettili a confronto.
EBREI: "Nel seicentesimo anno della vita di Noé, nel secondo mese, il dicIassettesimo giorno del mese, in quel giorno tutte le sorgenti delle vaste acque dell'abisso si ruppero e le cateratte dei cieli si aprirono.
E sulla terra piovve a dirotto per quaranta giorni e quaranta notti. (Genesi 7:11   7:12)
E le acque prevalsero tanto grandemente sulla terra che tutti gli alti monti che erano sotto i cieli furono coperti.

Le acque prevalsero su di essi di quindici cubiti e i monti furono coperti. (Genesi 7:19 - 7:20)
Così gli uomini empi e violenti, e tutti quelli che non prestarono attenzione all'avvertimento di Dio furono distrutti.
Al diluvio sopravvissero soltanto il giusto Noè e la sua famiglia, otto persone in tutto, insieme ad un numero limitato di esemplari di ciascuna specie animale in un'enorme arca costruita per volere di Dio.
"E le acque continuarono a prevalere sulla terra per centocinquanta giorni.
Dopo di ciò Dio si ricordò di Noè e di ogni bestia selvaggia e di ogni
animale domestico che era con lui nell'arca, e Dio fece passare un vento
sulla terra, e le acque si abbassavano.
E le sorgenti delle acque

dell'abisso e le cateratte furono chiuse, e così fu trattenuta la pioggia
dirotta dai cieli. E le acque cominciarono a ritirarsi dalla terra,
ritirandosi progressivamente; e alla fine di centocinquanta giorni le
acque mancavano. E il settimo mese, il diciassettesimo giorno del mese,
l'arca si posò sui monti di Ararat. E le acque diminuivano
progressivamente fino al decimo mese. Il decimo mese, il primo del
mese, apparvero le cime dei monti. (Genesi 7:24 - 8:5)

Civiltà Maya: riassunto

IL MITO DEL DILUVIO UNIVERSALE

Le acque caddero per 40 giorni e 40 notti, dopo di che cominciarono a diminuire. Dopo altri 110 giorni (totali 150 giorni dall'inizio del diluvio), l'arca si posò sui monti di Ararat, e dopo altri 73 giorni Noe' vide le cime dei monti.
A questo punto Noè manda fuori prima un corvo, e poi successivamente una colomba.
"Ora, nell'anno seicentesimo, il giorno primo del mese, avvenne che le acque si erano prosciugate sulla terra; e Noè
toglieva la copertura e guardava, ed ecco, la superficie del suolo si era
asciugata. E nel secondo mese, il ventisettesimo giorno del mese, la
terra era asciutta". (Genesi 8:13 - 8:14)

L'importanza del Nilo per gli egizi: tema

DILUVIO UNIVERSALE GILGAMESH

SUMERI: L’Epopea di Gilgamesh. Feci imbarcare nel vascello tutta la mia famiglia e i miei amici,
Gli animali del campo, il bestiame del campo, gli artigiani, tutti li feci imbarcare.
Entrai nel vascello e chiusi la porta...
Dalle radici del cielo una nera nuvola si levò...
Tutto ciò che luceva divenne oscuro...
Gli dei temevano il Diluvio,
essi fuggirono, salirono fino al cielo di Anu,
gli dei si raggomitolarono come un cane contro il muro, e si stesero a terra...
Per sei notti e giorni
vento e acque avanzarono, l’uragano s’impadronì della terra.
Quando l’alba del settimo giorno si levò,
l’uragano si era calmato, e così le onde
Che avevano fatto guerra come un esercito.
Il mare si placò, il vento sottile fu calmato, il Diluvio cessò.
Osservai il mare, la sua voce taceva,
e tutto il genere umano era mutato in fango!
La palude raggiungeva i tetti!
Osservai il mondo, la distesa del mare,
A dodici misure emergeva un’isola;
fino al Monte Nisir arrivò il vascello,
il Monte Nisir trattenne il vascello e non lo fece più muovere...
Quando sorse il settimo giorno,
presi una colomba e la liberai;
andò la colomba, e tornò.
Mandai una rondine e tornò;
non vi era più luogo e tornò.
Presi un corvo e lo liberai;
andò il corvo, e osservò le acque che scendevano;
mangia, sguazza, gracchia e non torna.

La civiltà egiziana: riassunto

IL MITO DEL DILUVIO UNIVERSALE BABILONESE

BABILONESI: Enlil convoca una nuova assemblea per risolvere una volta per tutte la controversia e inizia il suo intervento ricordando come i suoi ordini sono stati scherniti da Adad e da Enki. Enki scoppia a ridere. Enlil, sempre insonne, riprende per l’ennesima volta le sue accuse verso Enki e l’umanità. Poi annuncia il Diluvio universale per sterminare tutta la popolazione. Enki si oppone al Diluvio: perchè mai devono essere sterminati gli uomini, creati per sollevare gli dei dalle loro fatiche, e fatti con la carne e il sangue di un dio immolato? Ma il parere di Enlil prevale. L’assemblea decide il Diluvio, che sarà eseguito dallo stesso Enlil, dio del cielo. Gli altri dei vengono impegnati da un giuramento a non intervenire a favore degli uomini.
Il Grande Saggio, devoto di Enki, ha un sogno durante il quale riceve da Enki l’ordine di costruire una grande barca molto resistente e di abbandonare la sua casa e i suo beni allo scopo di salvare la sua vita. Il Grande Saggio inventa una scusa per giustificare il suo strano comportamento con i maggiorenti della città dove abita. Annuncia di voler abbandonare la città per abbandonare il territorio di Enlil, ostile ad Enki, a cui è devoto.
Sulla barca vennero caricati: oro, argento, animali di ogni tipo, i famigliari del Grande Saggio. Poi il tempo cambiò, allora il Grande Saggio chiuse il boccaporto con bitume, si levò un vento impetuoso e vennero rotti gli ormeggi. Il Diluvio aveva avuto inizio. Il sole scomparve, il vento ululava, la tempesta colpiva la terra, le genti morivano. Il fragore atterriva anche gli dei. Enki era stravolto nel vedere i suo figli travolti. Belet-ili era in singhiozzi, gemeva e piangeva. E con lei piangevano gli altri dei, le labbra secche per l’angoscia.