Il razzismo

Appunto inviato da 91angy
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Considerazioni personali sul problema delle discriminazioni razziali (1 pagine formato doc)

Non esiste razzismo tra i fiori

Chi di noi non è mai rimasto stupefatto nell'osservare la maestosa bellezza e varietà di un prato fiorito? In chi di noi tale visione non ha suscitato infinita gioia? Quanti fiori in un prato,diversi per colore,forma, odore e sempre meravigliosi: perché non è così anche tra gli uomini? Perché un uomo in mezzo a tanti diversi fiori si sente felice e un uomo in mezzo a tanti diversi uomini non lo è?

La risposta sarebbe la soluzione ad un problema oggi ben noto: il razzismo.
Tutti gli uomini concordano sul fatto di derivare dalla stessa specie (quella dell'Homo sapiens) e di aver subito differenzazioni determinate da numerose vicende della preistoria a seguito di processi di cambiamento della Terra ma nonostante questa consapevolezza le classificazioni del genere umano in varietà ben definite risultano piuttosto arbitrarie e pericolose.


Le differenzazioni riguardano, in primo luogo, i caratteri somatici e, in secondo luogo, quelli culturali; entrambi necessari per individuare i cosiddetti gruppi razziali ma mai accettati e quindi causa di pregiudizio,violenza, prepotenza, prevaricazione. È facile dimostrare che né il colore della pelle né il riferimento culturale possono giustificare atteggiamenti di razzismo eppure, malgrado sembri così semplice affermare per tutti il principio di uguaglianza, ancora oggi operano la segregazione razziale, la persecuzione, le forme più svariate di pregiudizio contro i più deboli o i più poveri, i rapporti difficili tra settentrionali e meridionali.

Numerosissimi e altrettanto noti sono i fatti storici a tal proposito, dalla tratta degli schiavi, la quale vedeva ingenti masse di indigeni africani ridotte in schiavitù, all'affermazione della parità dei diritti tra bianchi e neri negli USA, a Mandela, convinto della giusta causa dei negri e del loro diritto di uguaglianza, a Malcolm X. Tutto ciò perché il razzismo nasce quando un gruppo impone sugli altri con la violenza, fisica e morale, i propri valori e piega i suoi simili alla sua volontà in nome di una superiorità semplicemente presunta e trovando giustificazioni settarie al proprio comportamento.