Machiavelli

Appunto inviato da rosssil
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Saggio breve con opinione personale su Machiavelli (2 pagine formato docx)

“Dalla lunga esperienza delle cose moderne” e “la continua lezione delle antique”, Machiavelli coltiva il suo pensiero politico dal quale la scissione tra pro e contro delle critiche è stata netta: il suo modo, del tutto rivoluzionario, di interpretare la scienza politica, nel suo tempo, non ha riscosso per la maggiore successo dal momento che le sue tesi sono state “amare” per essere ingoiate a causa della sua visione pessimistica della società, basata sulla denigrazione dell’uomo comune, più volte definito “triste”, talvolta sciocco, dunque nella fattispecie una bestia.


Ma analizzando ora il suo pensiero, questo non può che apparire oltremodo corretto: attualmente l’uomo è una “bestia” in senso machiavelliano, bada ai suoi personali interessi non a quelli dello stato intero, vige la legge dell’homo homini lupus, bisogna essere vispi, egoisti.
Oggi, come doveva esserlo sicuramente nel Cinquecento e lo stesso Machiavelli ha dedotto che la “verità effettuale” ovvero la realtà, intendendo l’uomo e i suoi atteggiamenti, è la stessa in qualsiasi circostanza.
Machiavelli fu uomo politico prima che letterato,  ragion per cui le sue concezioni scaturiscono dal rapporto diretto con la realtà storica, in cui egli è impegnato in prima persona quindi la sua posizione interna ha sviluppato un punto di vista tale da essere depauperato di qualsiasi opinione popolana, bensì è consapevole interamente della situazione italiana, destinata a “ruinare” se imperterrita nel non risolvere la frammentazione territoriale.