Tema sul Diario 1941-1943 di Hillesum

Appunto inviato da giuliatedoldi
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Diario 1941-1943 di Etty Hillesum: tema svolto (2 pagine formato pdf)

DIARIO 1941-1943: TEMA

Tipologia D) Tema di ordine generale.

Nel suo romanzo “Il libraio” Michael D. O’Brien scrive: “…E che cos’altro facciamo tu ed io se non cercare senza sosta nei libri le tracce di altri universi? Un uomo può usare i libri come riflessi in uno specchio, oppure come una finestra …L’uomo che guarda alla finestra può scorgervi solo il proprio riflesso, oppure attraverso il riflesso guardare a ciò che è fuori di sé, alla grandezza del mondo al di là di se stesso…”.
A partire da queste riflessioni racconta il tuo rapporto con i libri. Che finestre hai aperto con l’ultimo libro che hai letto?
Durante le vacanze natalizie ho letto “Diario 1941-1943” di Etty Hillesum che, tra i titoli consigliati dalla professoressa, era l’unico disponibile in biblioteca.
Ammetto di aver iniziato a leggere questo libro contro voglia, non essendo mai stata attirata dal genere autobiografico e memorialistico. A fine lettura, però, mi sono ricreduta, perché Etty, l’autrice, pur essendo una vittima dell’Olocausto, sopravvive ancora oggi nelle pagine del suo diario, trasmettendo un messaggio di vita che, dal suo cuore, si estende fino ad abbracciare l’intera umanità.

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ETTY HILLESUM DIARIO: TEMA

Questo libro ha lo straordinario potere di trasformare l’atteggiamento del lettore nei confronti della vita, facendogli ripercorrere le fasi di quel processo di crescita interiore che, in quegli anni, ha portato Etty alla sua completa realizzazione.
All’inizio del diario, Etty è un’ebrea di Amsterdam non osservante, emotiva e passionale, che affida ad un quaderno i sentimenti e le esperienze di vita quotidiana. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione e lo sfacelo del mondo circostante cominciano a infiltrarsi fra le righe del diario: umiliazione, oppressione, i divieti e i prigionieri dei campi di concentramento… ma quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra trovare serenità e forza, rifugiandosi in se stessa, imparando a sopportare l’orrore e orientando la sua vita verso Dio e gli altri.
Questo suo modo di vivere “pienamente” scaturisce da ogni pagina del suo diario, in particolare da queste righe:
“Dappertutto c’erano cartelli che ci vietano le strade. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono veramente farci niente. Trovo bella la vita, e mi sento libera. Credo in Dio e negli uomini. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso, se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo e l’avrà trasformato in amore”.

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ETTY HILLESUM LETTERE: TEMA

Queste sono parole che davvero ci sorprendono per la loro intensità, dimostrando quanto Etty sia “attaccata alla vita”; una vita in cui c’è posto per tutto e tutti, e che trova “bella” sopportando con fede il dolore, cogliendo i lati positivi di ogni attimo e sperando in un futuro migliore.
Etty non ha paura di nessuno perché, nelle braccia di Dio, si è al sicuro sempre e ovunque, a casa propria come in un campo di concentramento.
In Etty ritroviamo anche i concetti di “humanitas” e “altruismo radicale”, che si manifestano non solo nell’interesse verso il mondo e gli uomini, ma anche nel suo tentativo di sostituire l’odio razziale con l’amore per il prossimo. Circondata dal filo spinato, non pensa un solo momento a salvarsi, ma a come può essere d’aiuto a coloro che stanno per condividere con lei la morte come “destino di massa”.